Ma a che serve la parte blu della gomma da cancellare? Te lo sei sempre chiesto e ti hanno sempre dato la risposta sbagliata. Perché no, non serve per la penna… Una cosa è certa: quando scoprirai la verità, ti dispiacerà non esserci arrivato da solo


 

La gomma da cancellare Pelikan, quella rossa da un lato e blu dall’altro, è sempre stata al centro di una domanda comune: a che servono le due “facce” della gomma? Si è sempre parlato che la parte rossa servisse a cancellare la matita e la parte blu, essendo abrasiva, a cancellare la penna, ma in realtà non esiste nessuna spiegazione scientifica a questo. Oggi la risposta alla domanda che ha incuriosito per anni è arrivata: la parte blu non serve a cancellare la penna, ma la matita, con l’unica differenza che mentre il lato rosso funziona solo sul foglio, il lato blu è efficace anche su superfici come cartone o terracotta. Quando si commette un errore ci piacerebbe rimediare a quanto abbiamo fatto. Non è sempre possibile ma, per fortuna, per gli errori meno gravi e più comuni (per esempio quelli di scrittura o di disegno), esiste  la gomma per cancellare. Ma, rosso e blu a parte, quando fu inventato questo meraviglioso blocchetto?

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In realtà, prima dell’invenzione della gomma che conosciamo e usiamo tutti (nel 1770),  erano state trovate altre soluzioni, al problema degli errori di scrittura. Nell’antico Egitto, per esempio,  i geroglifici e le iscrizioni  su pietra erano cancellati con… uno scalpello. Le scritte sbagliate sui fogli di  papiro , invece, erano raschiate con pietra pomice o arenaria. Nell’antica Grecia prima e a Roma poi, la scrittura era fatta su  tavolette di cera  (dette “palinsesto”) che potevano essere raschiate fino ad ottenere quella che veniva detta “tabula rasa”, ossia una tavoletta nuova, pronta per essere scritta. Con l’arrivo della carta, per secoli si continuò a cancellare gli errori con l’aiuto di raschietti affilati, ma vennero usati anche la cera e la mollica del pane.

 

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La gomma da cancellare vera e propria nasce, nel 1770 quando un chimico inglese, Joseph Priestley , scoprì che il caucciù, ricavato dall’albero della gomma dell’America del Sud aveva il potere di cancellare i segni di matita. La gomma per cancellare funziona, ancora oggi, per abrasione del foglio : quando la gomma strofina porta via lo strato più superficiale della carta , nello stesso tempo si consuma ed elimina, con le briciole, anche la scrittura cancellata, che altrimenti le rimarrebbe attaccata alla gomma. Parecchi anni dopo, nel 1839 la scoperta del processo di vulcanizzazione della gonna permise di produrre gomme più resistenti, in grado di cancellare anche l’inchiostro (che penetra nella carta più in profondità). Una curiosità? La comodissima matita con la gommina all’estremità venne inventata nel 1858 da Imeneo Lipman , un emigrato di origine inglese trasferitosi negli Stati Uniti.

 

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