Si schianta con l’auto del padre e poi si impicca: aveva solo 23 anni


Si è schiantato con la Volvo nuova del padre contro un palo della segnaletica a Tavernelle. Lui  aveva 23enne, originario  di Fossombrone, ma non è morto per lo schianto, è morto per un dramma più radicato, inestirpabile, che sembra attanagliare le menti dei più giovani. Persino la loro. È morto per paura, per timore di non saperlo dire con le parole più giuste. Come spiegare lo schianto? Tutti rimangono senza parole.

La tragedia di Fano solleva sicuramente riflessioni molto più profonde, dove l’incidente rappresenta l’elemento simbolico di una dinamica sociale e talvolta anche culturale molto più significativa, davanti a cui parlarne sempre a posteriori lascia un vuoto ancora più incolmabile. Si è suicidato impiccandosi dopo aver fatto un incidente con la macchina che il padre aveva acquistato un mese fa. Sapremmo trovare le parole più giuste per parlarne? Continua dopo la foto.








È stato il padre a trovare il cadavere del figlio, ed è stato sempre il padre a lanciare l’allarme. Le indagini sono in corso e diverse le ipotesi, infatti non si esclude che il giovane, estremamente sconfortato e intimorito,  dopo aver semidistrutto la vettura, abbia risolto scegliendo il gesto più estremo, pagando il danno con la propria vita. Sembrerebbe che il  gesto estremo sia stato compiuto nell’abitazione dove il giovane viveva da solo, raggiunta a piedi e distante 4 chilometri dal luogo dell’impatto.  Non è ancora del tutto chiara la reale motivazione che abbia potuto spingere il ragazzo a farla finita, o rimane difficile credere che ancora una volta una vita ancora tutta da scrivere abbia lasciato spazio alla paura più irrazionale. La decisione del ragazzo è davvero collegata all’incidente? Continua dopo la foto.






Lo schianto, riporta  Il Resto del Carlino, era avvenuto in piena notte, mentre l’auto è stata trovata ieri mattina in bilico sul ciglio della strada. La Volvo V 50 viaggiava in direzione di Fossombrone ed era stata acquistata dal padre l’ottobre scorso, forse per fare fronte, pur con molti sacrifici, alle esigenze di tutti i familiari, ad inclusione di quelle che può avere una ragazzo poco più maggiorenne, che solo da poco stava iniziando ad assaporare il senso della propria indipendenza. Continua dopo la foto.



Le forze dell’ordine proseguono negli accertamenti per ricostruire esattamente le dinamiche di una tragedia che non sembra trovare nessuna plausibile giustificazione. Ultimamente le notizie che riguardano i più giovani piovono come pioggia e il fenomeno comincia a preoccupare tutti. Cosa può spingere i nostri figli a pagare con la propria vita la sfida quotidiana che richiede l’esistenza? La tragedia di Fano si annovera tra i casi inspiegabili che, laddove troveranno una risposta, comunque non metteranno a tacere i dubbi.

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