“Stai affogando nel grasso, cicciona orribile, scrofa, fallita, da grande non sarai altro che un’obesa, ai maschi fai schifo”. Leggendo queste frasi su whatsapp, una madre scopre cosa sta accadendo alla figlia… (agghiacciante)


 

Una madre racconta la storia tragica che è capitata alla figlia, vittima di Cyber bullismo. Una madre spaventata e distrutta dalla scoperta fatta leggendo il Whatsapp, ora la ragazza ne è uscita ma è stata dura. Una storia che capita a molti adolescenti e che non vorremmo mai leggere.

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La storia di Francesca prende l’avvio dal racconto della madre che sulle pagine di Marie Claire sfoga la sua rabbia e il suo dolore: 

“Cyber bullismo per me era solo una definizione – spiega – Poi ho letto i messaggi crudeli con cui insultavano mia figlia e mi sono sentita morire. ‘Stai affogando nel grasso’, ‘cicciona orribile’, ‘scrofa’, ‘fallita’, ‘da grande non sarai altro che un’obesa’, ‘ai maschi fai schifo’… Ancora oggi mi chiedo come ho fatto a non accorgermene. A lasciare che fosse mia figlia a farmi aprire gli occhi. Eppure i sintomi erano lì, si trattava solo di volerli guardare. Francesca che tornava a casa da scuola sempre più cupa, affaticata, con strani mal di testa. Francesca che si chiudeva in camera, confinata tra tv, tablet e computer, che non usciva quasi più”.

E il racconto continua, la mamma di Francesca ricorda come la figlia evitava le amiche, non giocava più a pallavolo, e aveva smesso di andare al cinema al domenica pomeriggio. Non voleva sentir parlare di ragazzi e che la mattina trovava mille scuse pur di non tornare in classe – interrogazione non preparata, mal di pancia, tema da finire – lei che era sempre stata una bravissima. 

Il problema della ragazza erano i chili di troppo e l’acne, come capita a tante adolescenti, si dice sempre che quella è un’età infelice, e non è un tanto per dire. La mamma della ragazza inizialmente non si preoccupa,pensa sia solo un problema di età. Poi l’agghiacciante  scoperta su Whatsapp. Il racconto sulle pagine di Marie Claire, continua: 

“Poi, un pomeriggio, era stata lei a piazzarmi in mano il suo cellulare con un pretesto, chiedendomi di controllare un numero sul gruppo di Whatsapp della sua classe. Tra un messaggio e l’altro campeggiavano foto di maiali, ippopotami, lottatori di sumo, accompagnate da frasi di scherno, insulti gratuiti, file audio irripetibili. Lì per lì non avevo capito. Poi, leggendo meglio, mi era arrivato lo schiaffo. Quei messaggi parlavano di mia figlia. Della mia bambina. Offese crudeli, che immagino affondassero nella carne viva di un’adolescente come un coltello. Di sicuro nella mia. La vista mi si era annebbiata. Non riuscivo a crederci.”

La mamma di Francesca decide di intervenire, perché la figlia non sarebbe mai stata sola. Ma la ragazza aveva era già corsa ai ripari, chiamando il numero verde di Off4aday trovato su un volantino affisso in bacheca a scuola: parlava di bullismo, di cyber bullismo.

Da quel momento tutto è cambiato. E la vita di Francesca è di nuovo ricominciata, certo il colpo non è stato facile da superare, ma con l’aiuto della famiglia, la sua vita potrà tornare quella di una adolescente come le altre.

Off4aday è un progetto promosso da Moige (movimento Italiano Genitori) e da Samsung, con il patrocinio della Polizia di Stato, per la prevenzione del cyberbullismo. Il numero verde per chi si sente vittima di bullismo (digitale e non solo) è 393-3009090 (sms), la mail è help@off4aday.it. Al servizio, attivo da lunedì al sabato dalle 14 alle 20 – rispondono psicologi e volontari del Moige. Al progetto hanno aderito oltre duemila scuole secondarie italiane, partecipando a un percorso di sensibilizzazione sull’uso più consapevole del web, e a un contest finale sul tema. La scuola vincitrice viene premiata il 21 aprile a Milano, con una classe digitalizzata Samsung.

 

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