Attacchi “violenti” contro la bella Lorella Cuccarini: “Dovete rispettare il mio punto di vista, ecco cosa penso delle adozioni gay”. E, naturalmente, scoppia il putiferio…


 

Una notizia di qualche mese fa che è tornata “violentemente” alle luci della ribalta proprio in questi accessi giorni sul confronto, non proprio amichevole, tra omosessuali (e non solo, ndr) e conservatori cattolici pro #familyday. Sul no ai figli per le coppie gay Lorella Cuccarini non faceva passi indietro. E si diceva convinta delle sue idee, nonostante i tanti attacchi, anche “violenti”, che ricevette. “I commenti che ho ricevuto mi hanno lasciato sbalordita per la violenza e la cattiveria che lasciavano trasparire”, scriveva. La Cuccarini tornava così sulla polemica, dopo essere stata presa di mira per aver detto di essere “favorevole alle unioni civili ma i figli non sono un diritto. E non si comprano. Punto. Chi non è da’accordo rispetti le opinioni altrui”. “Una pioggia di insulti”, scriveva sul suo blog.

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“Cari amici, io non ho mai nascosto la mia opinione su questo tema: per me un bambino non è l’oggetto di nessun “diritto alla riproduzione” dei genitori ma è piuttosto una piccola persona che ha bisogno che vengano riconosciuti e tutelati proprio i suoi di diritti! E tra i possibili soggetti da tutelare io non ho dubbi: prima di tutto il bambino. Capisco che non per tutti questa affermazione appaia scontata e magari non saremo d’accordo, ma quando dico che i bambini non si comprano mi riferisco ad una realtà devastante ed inaccettabile per me che riguarda allo stesso modo coppie etero o coppie gay, che a questo tipo di mercato fanno ricorso. E su questo punto tutto si potrà dire tranne che la mia sia una posizione omofoba o discriminatoria per chiunque. “Da venti anni – continua – faccio tutto ciò che è nelle mie possibilità per combattere le discriminazioni. Ne esistono moltissime, di ogni tipo. Ma certamente quella sessuale è una delle più odiose e può provocare grande sofferenza. Per questo motivo posso comprendere (non certo approvare) certi toni al limite, ma solo fino a un certo punto. L’insulto dell’omofoba no, quello non lo merito e non sono disposta da accettarlo. Riserviamo questo insulto agli omofobi veri e non a chi la pensa diversamente. Per i violenti irriducibili invece una comunicazione di servizio – conclude – è possibile individuare e perseguire le persone che si nascondono dietro un nickname commettendo reati. Ma io sono ottimista di natura e credo che non sarà necessario”. Chissà se oggi, a distanza di molti mesi da allora e magari con parecchi confronti all’attivo si sentirebbe ancora di ripetere le stesse parole e lo stesso pensiero.

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