Autostrade, stangata di fine anno: ecco le nuove tariffe. Dal 1 gennaio aumentano i pedaggi. Preparatevi: per certe tratte sarà un vero salasso


 

Capitolo dolente: gli aumenti a partire dal prossimo primo gennaio. Intanto in casa la famiglia tipo registrerà un incremento del +5,3% per le forniture elettriche e del +5% per quelle del gas. Così prevede l’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela comunicate dall’Autorità per l’energia, sottolineando che per l’elettricità è stato decisivo l’incremento dei prezzi all’ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza; per il gas, invece, si tratta del previsto effetto invernale. Non è finita. Sempre dal primo gennaio del nuovo anno arriva anche un aumento medio dei pedaggi sulla rete autostradale italiana del 2,74%. Aumento record per i 31 chilometri della concessionaria Rav, Aosta Ovest-Morgex, +52%, che è legato a pronunce giudiziarie, dopo ricorsi delle società, come anche nel caso di Strada dei Parchi (+12,89%) e Autostrade Meridionali (+5,98%). Come comunica il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, tra gli aumenti più significativi anche il +13,91% per Milano Serravalle-Milano Tangenziali ed il +8,34% della Torino-Milano. Ma andiamo a vedere le tariffe nel dettaglio. (Continua dopo la foto)

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Al nord l’aumento medio delle tariffe autostradali per la rete del gruppo Sias – il principale gruppo autostradale del NordOvest controllato dal gruppo Gavio – è pari al +3,02%. L’aumento medio riguarda le controllate del gruppo Sias, quindi Autostrada dei Fiori (Savona-Ventimiglia), Ats (Torino-Savona), Salt (Sestri Levante-Livorno, Viareggio-Lucca e Fornola-La Spezia), Satap (A4 Torino-Milano ed A21 Torino-Piacenza), Sav (A5 Quincinetto-Aosta), Cisa (A15 La Spezia—Parma). Con il 2018, poi, aumentano i pedaggi autostradali sulla rete di Autovie Venete: il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha concesso un incremento dell’1,88% dopo il ‘congelamento’ delle tariffe adottato nel 2015. “Un incremento molto contenuto in ogni caso, visto che, a seconda delle tratte varia fra i dieci e i trenta centesimi, ma che su alcune addirittura non scatta per il meccanismo di arrotondamento”, fa sapere la nota diramata dalla concessionaria. La formula usata per il calcolo dei pedaggi, è quella del ‘price cap’ che comprende il recupero dell’inflazione programmata più una serie di variabili legate alla qualità del servizio, alla pavimentazione e al tasso di incidentalità, alle quali si aggiunge quella correlata al livello degli investimenti. (Continua dopo le foto)





 

E al sud? L’adeguamento tariffario di competenza di Autostrade Meridionali è pari al 5,98%: “L’incremento include anche il riconoscimento degli incrementi tariffari non già riconosciuti nel periodo 2013-2017». Qualche esempio, come riporta Il Messaggero, di come aumentano le tariffe: Roma Est – Tagliacozzo (km 69) da euro 7,30 ad euro 8,20; Avezzano – Roma Est (km 96) da euro 10,10 ad euro 11,30; Roma Est – Teramo (km 167) da euro 17,50 ad euro 19,60; Prato Est – Firenze Ovest rimane invariato; San Cesareo – Roma Sud passa da euro 1,10 a euro 1,20; Binasco – Milano Ovest da euro 1,30 ad euro 1,40; Lodi – Milano Sud da euro 2,30 ad euro 2,40; Milano Est – Bergamo da euro 3,40 ad euro 3,50; Roma Nord – Orte da euro 4,40 ad euro 4,50; Milano Ghisolfa – Rondissone da euro 15,60 a euro 16,80; Firenze Sud – Firenze Scandicci da euro 1,10 ad euro 1,20.

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