Moto e scooter, cambia tutto. La norma parla chiaro: fino a 169 euro di multa per i trasgressori


 

“Dei ‘dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione dei veicoli’, nel linguaggio comune, etichettati semplicemente come ‘luci’ o ‘fari’ dell’auto, se ne fa un uso spesso improprio e non sempre gli automobilisti sono a conoscenza dei rischi e delle sanzioni che questo comporta”. L’art. 153 del Codice della Strada non si limita, infatti, dichiara lo Studio Cataldi , a precisare, “quando è obbligatorio tenere accese le luci di posizione, le luci della targa e, i proiettori anabbaglianti sui veicoli a motore (nonché, se prescritte, le luci di ingombro) e a stabilire le sanzioni in caso di inottemperanza”. L’obbligo di tenere accese “tali luci durante la marcia”, dichiara Studio Cataldi , “scatta da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere, nonché di giorno nelle gallerie e in caso di nebbia, di caduta di neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità, durante la marcia dei veicoli a motore e dei veicoli trainati”.Come precisa il comma 2, invece, “fuori da tali casi i proiettori non devono essere usati. (Continua dopo la foto)







Di giorno, in caso di nebbia, fumo, foschia, nevicata in atto, pioggia intensa, è anche possibile sostituire i proiettori anabbaglianti (ossia i normali ‘fari’) e quelli di profondità (gli ‘abbaglianti’) dai proiettori fendinebbia anteriori”. E questo per le automobili. Moto e scooter invece devono tenere le luci accese anche di giorno, altrimenti possono incorrere in una multa fino a 169 euro. A prevederlo è un’apposita disposizione del codice della strada, recante norme sulla “Segnalazione visiva e illuminazione dei veicoli”. Nello specifico, l’art. 152 del codice della strada dispone che i ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli. (Continua dopo le foto)





 


“Anche durante la marcia nei centri abitati, hanno l’obbligo di usare le luci di posizione, i proiettori anabbaglianti e, se prescritte, le luci della targa e le luci d’ingombro”. La disposizione si estende, inoltre, a tutti i veicoli a motore, ove si trovino a circolare fuori dai centri abitati. La sanzione posta a presidio della norma ex art. 152 Cds è rappresentata dal pagamento di una somma compresa tra 41 e 169 euro. Occorre in ogni caso precisare che l’obbligo dei dispositivi luminosi non riguarda “i veicoli di interesse storico e collezionistico”. In alcuni casi, inoltre, ove i veicoli ne siano dotati, in luogo dei dispositivi luminosi prescritti in generale, possono utilizzare “le luci di marcia diurna”.
Queste ultime, comunque, come dispone il successivo art. 153 del Cds, non possono sostituire luci di posizione, della targa e di ingombro se prescritte e, per quanto concerne i veicoli, i proiettori anabbaglianti nei casi sopra indicati dall’articolo 153.

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