La nuova “moda” italiana? Tutti al ristorante e, alla fine, nessuno paga. Ecco tutti i metodi usati per lo scrocco perfetto


 

Mangiare, bere…e non pagare. Pare che lo “scrocco” sia diventato la moda dell’estate. Per alcuni è un divertimento, per altri arte. Di certo il fenomeno è in aumento e per i ristoratori c’è sempre da tenere gli occhi aperti.

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Secondo quanto raccontai il quotidiano Libero, un ristorante in provincia di Udine si è trovato di fronte ad una vera e propria fuga di massa: “Erano una cinquantina di persone. Alla cassa sono venuti in sette ma appena ho comunicato il conto (2.500 euro, la metà in consumazioni alcoliche) si sono dileguati: ho provato a rincorrerli in auto, ma niente”. Un fenomeno che attraversa lo stivale, sempre la stessa fonte cita un altro caso, stavolta in un agriturismo in provincia di Perugia dove un cinquantenne ha organizzato la comunione della figlia e alla vista del salatissimo conto, alla strisciata della carta di credito ha preferito scegliere la via di casa. “Sessanta persone si sono volatilizzate in un attimo. Una vera e propria fuga da organizzazione militare”, ha raccontato il ristoratore. Da non credere insomma. Contro gli scrocconi seriali comunque, i ristoratori si sono organizzati stilando un identikit che poggia su due elementi: l’insospettabiltà ed il vizio del fumo, cosa c’è di meglio di una sigaretta fumata sull’uscio per dileguarsi veloce?

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