Caso Yara, la clamorosa verità della moglie di Bossetti: “Colpevole? Avrebbe già parlato…”


 

Anche Marita Comi, la moglie, ultimamente è sembrata propendere per l’ipotesi che vuole Massimo Bossetti responsabile della morte di Yara Gambirasio. Ma ora cambia orientamento: “Non ha ucciso Yara, è innocente. Penso che sarebbe crollato – ha aggiunto – perché non si tiene le cose. Lo avrei capito guardandolo negli occhi”. La moglie del muratore di Mapello è andata in televisione per ribadirlo (oggi, 1 aprile, le sue dichiarazioni saranno trasmesse da Matrix, su Canale 5) ma a uno dei legali del marito ha affidato alcune dichiarazioni per confermare ciò che lo stesso Bossetti va dicendo da mesi: “Mio marito tornava sempre a casa dopo il lavoro. Non andava da nessuna parte. Anche la sera del delitto (il 26 novembre del 2010) ha mantenuto le sue abitudini”, dice. Poi, al quotidiano la Repubblica dichiara che “hanno provato a mettermi contro di lui con le intercettazioni, facendo sembrare che non mi fidi di Massimo, che non gli creda. Invece è l’esatto contrario”.

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Marita continua a dirsi “convinta della sua innocenza ed è venuto il momento di dimostrarla. Per questo sarò anch’io in aula al processo e andrò fino in fondo in questa battaglia per far emergere la verità: Massimo non ha ucciso Yara”. Tuttavia, Bossetti è in carcere dal 16 giugno 2014 con l’accusa di omicidio pluriaggravato e calunnia. Contro di lui ci sono prove ritenute schiaccianti, tra queste: il suo dna sugli slip e i leggings di Yara, i fili dei sedili del suo furgone sui leggings della ragazzina e le immagini di una videocamera che riprende il passaggio del suo furgone davanti alla palestra il giorno in cui la tredicenne è stata uccisa.

Caso Yara, “Bossetti voleva suicidarsi in cantiere. Picchiava la moglie che lo tradiva”

 

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