Una notte d’estate, una stazione che dovrebbe essere solo un punto di passaggio e invece diventa teatro di un incubo. A Rovigo, quella vicenda che aveva gelato la città torna a far parlare di sé con un aggiornamento pesantissimo, atteso e temuto insieme. E questa volta le parole non sono più solo racconto: sono decisione.
Per mesi, a tenere insieme i tasselli sono state le indagini e soprattutto quelle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza. Fotogrammi che, secondo gli inquirenti, hanno dato un volto e una direzione a una storia dolorosa, seguita con attenzione dall’opinione pubblica. Ora, il primo capitolo giudiziario si chiude.
La decisione del tribunale: la prima condanna
Il Tribunale di Rovigo ha emesso la prima sentenza per la violenza sessuale avvenuta il 14 luglio 2025 in stazione. Un cittadino egiziano di 20 anni è stato condannato a otto anni di reclusione per violenza sessuale aggravata. Il giovane, riferiscono gli atti, si trova attualmente detenuto in carcere.
È una di quelle notizie che non chiudono davvero una ferita, ma segnano un passaggio netto: dalla ricostruzione dei fatti alla risposta della giustizia. E per chi ha seguito il caso fin dall’inizio, è anche il momento in cui tutto torna a pesare, con la forza dei dettagli.
Secondo quanto contestato dall’accusa, nella notte del 14 luglio 2025 il ventenne avrebbe violentato una donna all’interno della stazione ferroviaria. Un luogo pubblico, frequentato, che proprio per questo ha reso l’episodio ancora più scioccante per la comunità.
Le indagini, viene spiegato, sono state supportate dalle immagini degli impianti di videosorveglianza. Sarebbero state determinanti per ricostruire i movimenti, ricomporre la sequenza degli eventi e individuare i presunti responsabili.
Non è finita: c’è un secondo imputato e un’altra udienza
Nell’inchiesta, infatti, è coinvolto anche un cittadino marocchino di 40 anni, attualmente sottoposto a custodia cautelare in carcere. La sua posizione è ancora al vaglio e sarà esaminata in un procedimento separato.
All’uomo vengono contestate accuse pesantissime: secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe aggredito la vittima all’interno della stazione, provocandole lesioni considerate gravi e aggravate. Poi l’avrebbe condotta in un edificio abbandonato poco distante, dove si sarebbe consumata un’ulteriore violenza sessuale.
Per questo motivo, il quarantenne deve rispondere di lesioni gravi aggravate e violenza sessuale aggravata.
La posizione del secondo imputato sarà valutata con rito abbreviato. L’udienza davanti al giudice per l’udienza preliminare è stata fissata per l’8 settembre.
Con la condanna del ventenne si chiude dunque il primo filone giudiziario di una vicenda che aveva fatto discutere anche per il ruolo cruciale delle telecamere nella ricostruzione dell’accaduto. Ma per l’altro imputato, e per l’intera storia, il prossimo snodo è già segnato sul calendario.


