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Sorelle scomparse, svolta nel bosco: trovato un fermaglio che sembrerebbe della piccola

Un piccolo fermaglio rosso con decorazioni floreali è diventato uno degli elementi centrali nelle indagini sulla scomparsa di Alisya e Sarah, le due sorelle di 16 e 12 anni scomparse da undici giorni da Civitella Alfedena. L’oggetto, ritenuto potenzialmente appartenere alla più piccola, è stato rinvenuto lungo un sentiero montano a circa 400 metri dalla casa famiglia “Ofh-Hope”, struttura dove le ragazze erano ospitate dal 2024. A trovarlo è stato un medico durante una passeggiata nella sua casa estiva, a oltre 1100 metri di altitudine nel Parco nazionale d’Abruzzo.

La segnalazione è stata immediatamente trasmessa all’associazione Penelope, incaricata dal padre delle minori, Stefano Di Giacinto, di seguire e diffondere gli aggiornamenti sul caso. Ora saranno gli inquirenti a verificare con certezza se il fermaglio sia effettivamente della dodicenne, mentre le ricerche dei carabinieri si sono concentrate nelle aree montane e nella zona della riserva naturale della Camosciara.


Le due sorelle si sono allontanate nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Secondo quanto ricostruito, la maggiore avrebbe chiesto un farmaco la sera precedente agli operatori della struttura, elemento che gli investigatori stanno valutando nell’ambito della dinamica della fuga. Al mattino, l’assenza delle ragazze al tavolo della colazione ha fatto scattare l’allarme. La vicenda si inserisce in un contesto familiare complesso: figlie di genitori separati, avevano visto la sospensione della responsabilità genitoriale nel 2023, per poi essere ricollocate in Abruzzo nel 2024.

A fine maggio, la posizione del padre era stata nuovamente ridefinita con la revoca del provvedimento che lo riguardava. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Sulmona con le ipotesi di sottrazione e allontanamento di minori, ha portato a perquisizioni estese tra Abruzzo e Lazio, comprese le campagne del Cassinate, considerate un’area di particolare interesse investigativo.

Sul fronte delle ipotesi, alcune dichiarazioni del fidanzato diciottenne della sorella maggiore hanno alimentato una pista secondo cui le ragazze potrebbero trovarsi in un luogo protetto con l’aiuto di alcuni parenti. Il procuratore di Cassino, Carlo Fucci, non ha smentito l’estensione delle verifiche anche nel territorio laziale.

Nel frattempo, la tensione tra i familiari resta alta. Il legale della madre, Enrico Mastantuono, ha denunciato la mancanza di comunicazioni dirette dagli inquirenti, dichiarando di “essere informato sugli sviluppi della vicenda solo attraverso gli organi di informazione e non dagli inquirenti o dalle istituzioni”. Parallelamente, il padre delle ragazze ha diffuso un appello video in cui invita a prestare attenzione a eventuali acquisti sospetti di prodotti senza glutine, ricordando che la piccola Sarah è celiaca e necessita di un’alimentazione specifica.


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