Una rapina, gli spari, due morti e una storia che continua a dividere l’Italia. A Grinzane Cavour, nel Cuneese, quel pomeriggio di aprile è rimasto impresso nella memoria di molti. Ma mentre Mario Roggero è entrato in carcere, c’è un altro nome che torna a far discutere: quello dell’unico rapinatore sopravvissuto.
Il caso del gioielliere piemontese, condannato in via definitiva per la morte di due componenti della banda, si è trasformato negli anni in un simbolo doloroso. C’è chi parla di paura e di esasperazione dopo precedenti rapine, chi richiama invece il limite oltre il quale la reazione non può spingersi. Il punto è proprio questo.
La rapina del 28 aprile 2021 e quegli attimi di choc
Il 28 aprile 2021, tre uomini entrarono nella gioielleria di Mario Roggero a Grinzane Cavour. Secondo la ricostruzione emersa nel procedimento, riuscirono a impossessarsi di denaro e gioielli, poi tentarono di fuggire dall’attività commerciale.

Roggero li inseguì fuori dal negozio ed esplose diversi colpi con la pistola. In pochi istanti la tensione si trasformò in tragedia: due uomini furono raggiunti dai proiettili e morirono poco dopo, mentre il terzo rimase gravemente ferito. Da lì sarebbero iniziati anni di accertamenti, udienze e dibattito pubblico.
Chi erano i due rapinatori morti durante la fuga
I due uomini deceduti erano Andrea Spinelli, 45 anni, e Giuseppe Mazzarino, 58 anni. Entrambi facevano parte del gruppo entrato nella gioielleria quel giorno e furono colpiti mentre cercavano di allontanarsi.
Il terzo componente della banda era Alessandro Modica. Anche lui venne ferito, ma l’intervento dei soccorsi gli salvò la vita. Fu quindi arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla rapina, in una vicenda che aveva già scosso profondamente il piccolo centro delle Langhe.

Alessandro Modica oggi, lontano da tutto
Dopo l’arresto, Modica è stato processato per il colpo compiuto insieme agli altri due rapinatori e ha scontato la pena prevista dall’autorità giudiziaria per i fatti contestati. Sul suo percorso successivo, però, le notizie sono rimaste limitate.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe trovato un lavoro e scelto una vita lontana dai riflettori, senza rilasciare dichiarazioni pubbliche sulla vicenda. Una scelta di silenzio, dopo un episodio che ha segnato per sempre tutte le persone coinvolte.
La condanna di Mario Roggero e il dibattito che non si spegne
Per Mario Roggero, la vicenda giudiziaria si è conclusa con una condanna definitiva per l’uccisione di Spinelli e Mazzarino. Il gioielliere ha iniziato a scontare la pena nel carcere di Bollate, mentre i suoi sostenitori continuano a chiedere clemenza e manifestano la loro vicinanza.
Le sentenze hanno preso in esame soprattutto la fase successiva alla rapina, quando, secondo le valutazioni giudiziarie, il pericolo immediato era ormai cessato. Dall’altra parte restano le ragioni di chi ricorda le rapine subite in precedenza dal gioielliere e il terrore vissuto in quei momenti.
Una storia che continua a dividere
Non è soltanto un processo, né soltanto una rapina finita nel sangue. Il caso Roggero continua a interrogare l’opinione pubblica sui confini della difesa, sulla paura di chi si trova davanti a un’aggressione e sulle conseguenze irreversibili di pochi, drammatici istanti.
Oggi, mentre Mario Roggero è in carcere e Alessandro Modica vive lontano dall’attenzione mediatica, resta l’eco di quel 28 aprile 2021. Un giorno di paura diventato una ferita ancora aperta, tra solidarietà, rabbia e domande che continuano a dividere.


