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È morta Sara Lorenzetti, era docente Unimc

Università di Macerata in lutto per la scomparsa della docente Sara Lorenzetti


C’è chi, davanti a una prova durissima, si ritira in silenzio. E poi c’è chi sceglie di restare, di esserci comunque: per i ragazzi, per un’idea di lavoro che è anche cura, presenza, responsabilità. All’Università di Macerata, nelle ultime ore, questa storia sta facendo stringere lo stomaco a molti.

Perché dietro a quelle porte d’aula non c’era solo un corso da portare avanti, ma un legame costruito nel tempo, fatto di lezioni preparate con attenzione e di sguardi che sanno incoraggiare. Un legame che oggi si è trasformato in lutto, commozione e ricordi condivisi tra colleghi e studenti.

La scelta che ha colpito tutti: “Voleva continuare”

È morta Sara Lorenzetti, docente di Letteratura contemporanea all’Università di Macerata. Aveva 56 anni e, nonostante la malattia affrontata negli ultimi mesi, aveva continuato a insegnare fino all’ultimo, come chi le stava vicino racconta con un misto di ammirazione e incredulità.

A spiegare quanto fosse determinata è il direttore del Dipartimento di Scienze della formazione, Simone Betti: Lorenzetti, anche dopo la diagnosi, aveva espresso chiaramente la volontà di proseguire con le lezioni. Non un gesto “di facciata”, ma una decisione consapevole, legata al senso di responsabilità verso gli studenti e a un corso curato in ogni dettaglio.

Chi la conosceva parla di una presenza costante, che non si è spenta neppure nei momenti più difficili. E proprio questa continuità, questo “esserci comunque”, è ciò che oggi rende la sua assenza ancora più pesante.

Il dolore dell’università: un vuoto che non è solo professionale

Il cordoglio dell’ateneo è arrivato nelle parole del rettore John McCourt, che ha parlato di una comunità «profondamente addolorata» per una perdita che tocca tutti. Non solo per il valore della studiosa, ma per l’umanità con cui Lorenzetti sapeva abitare la vita universitaria.

Il vuoto, ha lasciato intendere, non è soltanto quello di una collega preparata. È un vuoto umano, fatto di abitudini, confronti quotidiani, energie che si percepiscono nei corridoi e nelle aule, anche quando non si nominano.

Originaria di Senigallia, Lorenzetti aveva legato una parte importante del suo cammino proprio a Macerata: nel 2005 aveva conseguito il dottorato in Italianistica all’Unimc, con una tesi premiata l’anno successivo con il Premio Piancastelli.

Negli anni si era specializzata nella didattica della letteratura, contribuendo alla formazione degli insegnanti e affiancando all’attività a Macerata anche incarichi all’Università di Urbino. La sua ricerca si era mossa anche su sentieri meno battuti, con attenzione alle prospettive interdisciplinari e agli studi di genere.

Le parole degli studenti: “Ci ha insegnato a non avere paura della complessità”

La traccia più viva, però, resta quella lasciata in aula. Dalla Facoltà di Scienze della formazione sono arrivati messaggi di cordoglio che raccontano un legame profondo: «Ci ha insegnato che la letteratura non teme la complessità», scrivono, ricordando il suo impegno nel dare spazio alle voci meno visibili della storia letteraria, in particolare quelle femminili.

Per chi l’ha seguita, non era solo una questione di programmi o autori: era un modo di stare nel sapere, fatto di coraggio e consapevolezza. E oggi, tra i banchi e nelle chat, quel modo di insegnare continua a tornare, come una frase che non si dimentica.

Nel suo percorso aveva partecipato anche a iniziative culturali dell’ateneo, come la moderazione nel 2021 di una lectio online. Un profilo riconosciuto, costruito con rigore e con un’attenzione costante alla trasmissione del sapere.

Sara Lorenzetti lascia il marito Carlo. I funerali si terranno domani alle 15.30 nella chiesa di Santa Croce a Macerata, dove la città e l’università le renderanno l’ultimo saluto.


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