C’è un secondo arresto per l’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne ucciso il 26 maggio alla stazione Certosa di Milano con una trentina di coltellate. A finire in custodia cautelare è il 20enne argentino Isaias Gonzalo Linares Melendez, fermato a Bardonecchia, nel Torinese, mentre stava rientrando in Italia dopo la fuga all’estero nei giorni successivi al delitto.
Il giovane era destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta lunedì dalla gip Sara Cipolla, su richiesta del pm Elio Ramondini e dell’aggiunta Bruna Albertini. È stato controllato alla frontiera a bordo di un pullman e, dopo l’identificazione, bloccato dalle forze dell’ordine. Ora sarà trasferito nel carcere di San Vittore, dove verrà sottoposto all’interrogatorio di garanzia.

Omicidio alla stazione Certosa, secondo arresto
Lunedì la gip aveva già convalidato il fermo di indiziato di delitto eseguito dalla Squadra Mobile nei confronti del 19enne peruviano Jefferson Smith Echevarria Verano. I due giovani sono accusati di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Secondo gli inquirenti, l’aggressione non sarebbe stata un episodio improvviso, ma il risultato di un’azione di gruppo organizzata e portata avanti con estrema violenza.
La vittima, Gianluca Ibarra Silvera, sarebbe stata inseguita insieme al fratello e a un amico da una gang composta da giovani sudamericani. Nella ricostruzione contenuta negli atti, il gruppo sarebbe stato formato da “17 soggetti, in gran parte vestiti di nero”, che avrebbe rincorso i tre ragazzi urlando in spagnolo “fermatevi, figli di puttana, stronzi”. Poi l’assalto, davanti alla stazione, in una manciata di minuti.

Sempre secondo quanto riportato nell’ordinanza, gli aggressori avrebbero iniziato “a lanciare sassi, bottiglie e coltelli”, facendo cadere a terra Ibarra Silvera. Una volta a terra, il 22enne sarebbe stato colpito ripetutamente e con ferocia. Per lui non c’è stato scampo. La dinamica descritta dagli investigatori restituisce un quadro durissimo, con una violenza collettiva esplosa in piena area ferroviaria.
Le indagini proseguono per chiarire il ruolo di tutti i partecipanti all’aggressione e per individuare eventuali altri responsabili. Il fermo del 20enne argentino rappresenta un passaggio importante nell’inchiesta, ma il lavoro degli investigatori non si ferma. Resta da ricostruire l’intera catena dell’attacco, dai momenti precedenti all’inseguimento fino alla fuga dopo l’omicidio che ha sconvolto Milano.


