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“Ecco come li costringono a vivere”. Famiglia nel bosco, gravissime accuse alla casa famiglia

Non è solo la separazione dai genitori a preoccupare. Nella nuova relazione depositata al Tribunale per i minorenni dell’Aquila emerge un quadro più ampio, che riguarda la vita quotidiana dei tre bambini della cosiddetta “famiglia del bosco”. Secondo i consulenti della difesa, il cambiamento non sarebbe stato solo affettivo, ma totale: abitudini, alimentazione, ritmi e ambiente di crescita sarebbero stati completamente stravolti.

Lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicoterapeuta Martina Aiello parlano apertamente di una condizione di “sofferenza psicologica”, che nel tempo potrebbe evolvere in forme depressive. Il punto centrale della loro analisi riguarda il passaggio da uno stile di vita naturale, basato su attività all’aperto e alimentazione semplice, a uno più sedentario e caratterizzato da nuovi stimoli considerati critici.


Prima dell’allontanamento dal casolare di Palmoli, i bambini seguivano una dieta essenziale fatta di verdure, legumi, frutta e alimenti non industriali. Oggi, secondo la relazione, la situazione sarebbe cambiata in modo netto. L’introduzione di prodotti confezionati e ricchi di zuccheri avrebbe portato a comportamenti descritti come compulsivi, con i piccoli che durante le videochiamate con la madre chiederebbero dolci in modo insistente. Per gli esperti, il cibo diventerebbe così una risposta a un disagio emotivo più profondo.

Accanto all’alimentazione, emerge anche il tema della televisione, prima assente e ora parte della routine quotidiana. I bambini guarderebbero cartoni, film e contenuti video anche con elementi violenti o espliciti, in un contesto che segna una rottura con il passato: meno attività fisica, meno tempo all’aria aperta, meno contatto con la natura e con gli animali.

Il nodo del sonno e lo “sradicamento”

Le conseguenze si rifletterebbero anche sul sonno. I tre fratelli avrebbero difficoltà ad addormentarsi, con riposi agitati e frequenti risvegli notturni. Un quadro che, secondo i consulenti, è legato sia al trauma della separazione sia ai nuovi stimoli quotidiani, come l’esposizione agli schermi e il consumo di zuccheri.

Nel complesso, la relazione parla di un vero e proprio “sradicamento affettivo”. I bambini si troverebbero sospesi tra due realtà: quella familiare d’origine e la nuova vita nella casa famiglia di Vasto. Da qui la richiesta degli esperti: ristabilire quanto prima una continuità affettiva, per evitare un aggravamento del disagio e possibili conseguenze sul piano psicologico.


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