Una frase, un’ipotesi che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata lontanissima e il dibattito politico torna a incendiarsi. Attorno al Quirinale si addensano scenari, sospetti e reazioni durissime. Perché quando si parla della più alta carica dello Stato, ogni parola pesa moltissimo.
Al centro della discussione c’è Giorgia Meloni e la possibilità, evocata nelle ultime settimane, che un esponente del centrodestra possa un giorno arrivare al Colle. Un’eventualità che ha diviso i partiti, ma sulla quale è arrivata anche una voce capace di sorprendere.
Meloni al Quirinale, la frase di Cacciari che riapre lo scenario
La presidente del Consiglio aveva parlato della possibilità di un presidente della Repubblica di centrodestra senza chiudere la porta: “Un presidente di centrodestra al Quirinale? Non è detto che non si possa superare questo tabù”. Dichiarazioni che non sono passate inosservate. Per le opposizioni, infatti, quelle parole hanno acceso un allarme politico. Il timore espresso è quello di un progressivo controllo della maggioranza sulle principali istituzioni del Paese, in una fase già segnata da scontri durissimi sulle riforme.

In collegamento con L’Aria che tira, su La7, Massimo Cacciari ha affrontato direttamente la domanda che anima il confronto: Meloni al Colle? La sua risposta è stata chiara, e per molti versi spiazzante. “È una cosa che non mi scandalizza, non mi scandalizzerei minimamente”, ha detto il filosofo. Nessun giudizio di sorpresa, dunque, davanti a uno scenario che oggi resta soltanto politico e non corrisponde a una candidatura formalmente in campo.
Il punto è proprio questo: secondo Cacciari, un eventuale approdo della premier al Quirinale sarebbe la conseguenza di un percorso di potere costruito nel tempo, non un fatto improvviso o isolato.
“La conclusione logica della politica italiana”
Il filosofo ha poi spiegato la sua lettura, molto severa, della traiettoria italiana degli ultimi decenni. “Sotto certi aspetti mi sembrerebbe la conclusione logica della deriva o della traiettoria della politica italiana nel corso degli ultimi decenni”, ha affermato.
Cacciari ha ricordato la crescita politica di Meloni, arrivata alla guida del governo dopo incarichi sempre più rilevanti. Poi l’affondo: “Meloni viene da una storia che via via ha ottenuto posti di potere sempre più importanti. È del tutto logico che gli eredi di coloro che erano contro la Costituzione diventino Presidenti della Repubblica”.
La replica di Elly Schlein e l’accusa alla destra
Di tutt’altro segno la posizione di Elly Schlein. La segretaria del Partito Democratico era intervenuta sul tema dopo le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa, che aveva a sua volta evocato una futura candidatura di Meloni al Quirinale. Per la leader dem, dietro questa prospettiva ci sarebbe “la grande ossessione della destra per il potere”. Schlein lega il tema anche al confronto sulla riforma elettorale e al progetto del premierato, contestando con forza la strategia della maggioranza.
Secondo la segretaria Pd, dopo il fallimento del referendum sulla giustizia e l’abbandono del premierato, il governo starebbe cercando di ottenere un effetto simile attraverso una nuova legge elettorale, con un premio di maggioranza che lei definisce “abnorme”.
Il Quirinale resta al centro dello scontro
Schlein sostiene che una legge di questo tipo potrebbe perfino consentire alla maggioranza di eleggere da sola il presidente della Repubblica. Una prospettiva che il Pd considera un rischio per gli equilibri istituzionali e che promette di tenere alta la tensione nei prossimi mesi.
Da una parte c’è chi ritiene naturale che il centrodestra, dopo anni di presenza al governo, possa puntare anche al Quirinale. Dall’altra c’è chi teme un accentramento eccessivo del potere. Per ora non ci sono candidature ufficiali, ma il confronto è già esploso e l’ipotesi continua a far discutere.


