Un addio pesante scuote il Partito Democratico e riapre il dibattito sulla linea politica della segreteria guidata da Elly Schlein. A lasciare il partito è una delle figure più note dell’area riformista, da tempo critica su politica estera, giustizia e identità europea. La decisione è stata annunciata in un’intervista al Foglio, con parole che fotografano una frattura ormai diventata insanabile.
“La casa dei riformisti non c’è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi. È ora di lavorare a qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni”, ha spiegato l’esponente politica. Dietro l’uscita ci sarebbe la convinzione che il Pd sia diventato “un posto diverso da quello che abbiamo fondato”, segnato da uno “snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili”.

Pina Picierno lascia il Pd
A lasciare il partito è Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata dem. Il suo possibile approdo sarebbe il Partito Democratico europeo, formazione guidata da Sandro Gozi e collocata a Bruxelles nel gruppo Renew Europe. Il passaggio segnerebbe una scelta coerente con il profilo europeista, liberale e riformista che Picierno ha rivendicato negli ultimi anni.
Il rapporto con la maggioranza del Pd si era incrinato soprattutto sulla politica estera. Picierno ha chiesto più volte una posizione più netta a sostegno dell’Ucraina, criticando ogni ambiguità nei confronti della Russia di Vladimir Putin. Lo stesso Gozi aveva definito paradossale che posizioni europeiste e riformiste come le sue fossero diventate motivo di scontro all’interno del partito.

Un altro terreno di forte tensione è stato il Medio Oriente. Le polemiche si erano accese dopo un incontro con l’Israel Defense and Security Forum, organizzazione considerata vicina ai coloni israeliani della Cisgiordania, inizialmente non registrato nell’agenda pubblica della vicepresidente. Picierno aveva inoltre denunciato la presenza di atteggiamenti antisemiti in una parte della sinistra, suscitando reazioni durissime.
La rottura definitiva è maturata con il referendum sulla giustizia. Picierno è stata tra le figure più visibili del Pd schierate per il Sì alla riforma Nordio-Meloni, mentre la linea ufficiale del partito sosteneva il No. Ora l’eurodeputata dice di voler contribuire alla nascita di “un nuovo soggetto politico largo”, capace di unire esperienze diverse e tornare competitivo alle elezioni.


