“Un genio se n’è andato”. Lutto nel mondo della cultura, con la sua morte finisce un’epoca

Aveva 101 anni il poeta statunitense Lawrence Ferlinghetti, vecchio proprietario dell’iconica libreria di San Francisco, tempio della generazione della Beat Generation. A dare la notizia il figlio Lorenzo, spiegando come il decesso è avvenuto ieri nell’abitazione del poeta a San Francisco ed è stato causato da una malattia polmonare. “Little Boy, cresciuto da romantico contestatore, ha conservato la sua giovanile visione di una vita destinata a durare per sempre, immortale come lo è ogni giovane, convinto che la sua identità speciale non morrà mai”’.

Si conclude così, con una dichiarazione di innocenza mai perduta, ‘Little Boy’, l’autobiografia – uscita per il centenario – di quel fanciullino di Lawrence Ferlinghetti, uno dei padri della Beat Generation, scopritore di Ginsberg, Kerouac, Burroughs, Corso e tanti altri. Certo, con il suo secolo addosso, pur non sentendolo, a concludere quell’affermazione scrive che tutto ciò lo crede “a dispetto dell’irrefrenabile destino dell’umanità tutta di cui gli scienziati predicono una rapida fine con la Sesta Estinzione della vita su questa terra. (Continua a leggere dopo la foto)


Per questo ora il verso degli uccelli non è un grido di gioia, ma di disperazione”. Del resto il poeta “è un funambolo, scala rime / fino all’altissimo filo fatto di sua mano / e in equilibrio sulla trave degli sguardi / al di sopra di una marea di facce / passo passo arriva / all’altro capo del giorno …. perché lui è il super-realista / che deve per forza percepire la verità tesa” nel suo presunto avvicinamento a quella piattaforma più alta. (Continua a leggere dopo la foto)

E ancora: “dove Bellezza sta e aspetta / con gravità / di spiccare il salto che sfida la morte”, come si leggeva in una delle poesie della sua raccolta più famosa ‘A Coney Island of the mind’ del 1958, poeta che lì definisce ancora “ometto chapliniano”. Non a caso la sua celebre libreria e casa editrice fondata nel 1953 a San Francisco si chiamava ‘City Lights’ (Luci della città), come il film di Chaplin. (Continua a leggere dopo la foto)

Lawrence Ferlinghetti, pictured here in 2004, was the principal publisher of the writers and poets known as the Beat Generation.

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In un gruppo di artisti dalla vita dissoluta e spesso disperata, tra un po’ di fumo e tanto alcol, lui era quello che si vestiva a modo, teneva i capelli corti: “Dovevo essere a posto e in me per mandare avanti tutto e aprire ogni mattina la libreria”.

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