Hanno trovato la porta apparentemente intatta, ma dentro l’appartamento era tutto sottosopra: contanti e gioielli spariti, insieme ad alcuni oggetti personali. È quanto accaduto in un condominio dove, nella stessa mattinata, tre donne molto anziane sarebbero state derubate con un metodo considerato particolarmente insidioso, perché non lascia i segni “classici” dell’effrazione e può far scoprire il colpo solo molte ore dopo.
L’episodio, avvenuto il 25 maggio, ha fatto scattare le verifiche degli investigatori, che ipotizzano un’azione organizzata e condotta da persone esperte nei furti in abitazione. A rendere il quadro ancora più inquietante sarebbe stata, secondo le prime ricostruzioni, una seconda fase del piano: una messinscena per confondere e rassicurare le vittime.
Furti in appartamento nello stesso stabile: tre anziane vittime in poche ore
Le tre donne, tutte ultraottantenni, vivono nello stesso edificio e si sarebbero accorte del furto solo al rientro. In ogni casa la scena sarebbe stata analoga: cassetti aperti, armadi rovistati e oggetti di valore scomparsi.
La dinamica ha alimentato il timore che la banda avesse studiato abitudini e orari del palazzo, agendo in un arco di tempo limitato per ridurre la possibilità di essere notata.
Il sospetto degli investigatori: accesso “pulito” con dispositivi elettronici
Tra le ipotesi al vaglio c’è l’uso di un dispositivo elettronico, noto nel gergo come “decoder”, che potrebbe consentire l’apertura di alcune serrature moderne senza lasciare segni evidenti sulla porta o sul cilindro.
Proprio l’assenza di danni visibili, spiegano fonti investigative, è uno degli elementi che rende questo tipo di furti più difficili da individuare nell’immediato e può ritardare la chiamata alle forze dell’ordine.
Non solo denaro e gioielli: sottratte anche immagini personali
Oltre a contanti e preziosi, sarebbe stata denunciata la scomparsa di alcune fotografie appartenenti alle proprietarie. Un dettaglio ritenuto significativo dagli investigatori, perché potrebbe essere stato funzionale alla fase successiva dell’inganno.
Le immagini, infatti, possono diventare un elemento di “riconoscimento” nelle mani dei truffatori, utile a rendere credibile un racconto e ad abbassare le difese psicologiche delle persone prese di mira.
La messinscena dopo il colpo: il finto carabiniere e la storia “rassicurante”
Secondo la ricostruzione, dopo il furto uno dei presunti responsabili non si sarebbe allontanato subito dalla zona. Avrebbe invece atteso il rientro delle anziane per avvicinarle nei pressi dello stabile.
L’uomo si sarebbe presentato come appartenente alle forze dell’ordine e, per rendere credibile la sua versione, avrebbe mostrato proprio le fotografie sottratte poco prima. A quel punto avrebbe riferito che dei ladri erano entrati negli appartamenti, sostenendo però che i responsabili fossero già stati individuati e fermati.
Indagini in corso: analisi delle telecamere e identificazione dei responsabili
Le verifiche sono in corso. Gli investigatori stanno acquisendo e analizzando i filmati delle telecamere presenti nell’area, incluse quelle private, alla ricerca di elementi utili all’identificazione.
In uno dei video visionati comparirebbe un uomo dall’aspetto curato che, prima di agire, avrebbe indossato accessori per non essere riconosciuto, come guanti, cappellino e mascherina. L’obiettivo è ricostruire l’intera rete di contatti e stabilire eventuali collegamenti con episodi simili.
Come difendersi: attenzione a chi si qualifica come “autorità” senza controlli
La vicenda riporta l’attenzione sui furti e sulle truffe ai danni degli anziani, spesso basati su tecniche miste: strumenti per entrare senza scasso e un copione studiato per ottenere fiducia o per disorientare la vittima.
Le forze dell’ordine raccomandano di non aprire a sconosciuti che si presentano come appartenenti a istituzioni o servizi senza una verifica immediata, di non consegnare denaro o oggetti di valore e di segnalare tempestivamente situazioni sospette al numero di emergenza.


