“C’è un’altra terra”. Arriva la “bomba” degli scienziati: un nuovo pianeta pronto a essere abitato. Ma è proprio così? La notizia ha spiazzato un po’ tutti…


 

Una domanda attanaglia comuni cittadini, capi di stato, esperti scienziati e astronomi da centinaia di anni: siamo soli nell’universo? Esiste da qualche parte un pianeta simile al nostro? Decine di missioni spaziali sono partite, durante gli anni, alla ricerca di pianeti che siano simili al nostro e che possano ospitare la vita. Fino ad oggi, nonostante i miliardi di dollari spesi, non vi era traccia nell’universo di un solo pianeta che potesse rispondere a criteri considerati “vivibili” per la razza umana.

Ma la notizia diffusa dalla rivista americana “Nature” sta facendo letteralmente gridare al miracolo il mondo scientifico e non.

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Un pianeta, Proxima b, che attualmente orbita intorno alla stella più vicina al sistema solare, Proxima Centauri, sarebbe potenzialmente abitabile e avrebbe delle condizioni ottimali per l’insediamento della vita umana.

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Il pianeta, individuato grazie ai mezzi altamente tecnologici gestiti dall’Osservatorio europeo australe (Eso) e altri telescopi, è grande 1,3 volte la terra e presenta una temperatura compatibile per l’esistenza dell’acqua sulla sua superficie. Il dottor Guillem Anglada-Escude della Queen Mary University di Londra, uno degli esperti che in questi mesi ha lavorato allo studio di Proxima b, ha dichiarato nell’euforia generale: “Speriamo che queste scoperte ispirino le generazioni future a continuare a guardare al di là delle stelle. Ora verrà la ricerca della vita su Proxima b”.

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I dati raccolti dagli studiosi, hanno permesso agli scienziati anche di definire l’esatta distanza tra la Terra e innanzitutto la stella Proxima Centauri: l’astro più vicino al nostro sistema solare si troverebbe a 4 anni luce da noi. Una distanza considerevole ma non impossibile da coprire. Invece tra noi e il pianeta Proxima b, che si trova a “soli” 7,3 milioni di chilometri dal suo sole Proxima Centauri in un’area considerata abitabile, ci sarebbero solo 4,2 anni luce. Il pianeta inoltre presente qualche differenza rispetto al nostro pianeta: in solo 11,2 giorni compie un giro completa attorno all’orbita del suo sole, mentre la terra ne impiega 365. Unico dato ancora da accertare è collegato proprio alla stretta vicinanza con il proprio sole e quanti raggi ultravioletti vengano sparati direttamente sul pianeta. Sempre secondo le dichiarazioni degli studiosi, Proxima Centauri, a differenza del nostro Sole, sarebbe una nana rossa e sarebbe una stella meno luminosa e molto più debole della nostra stella madre; Proxima b quindi riceverebbe 2\3 della luce che attualmente riceve la terra. Nel lungo studio, proprio per far capire l’importanza della scoperta, il dottor John Barnes della Open University ha dichiarato alla fine delle sue considerazioni: “Se ulteriori ricerche concluderanno che le condizioni della sua atmosfera sono adatte a sostenere la vita, questa è verosimilmente una delle più importanti scoperte scientifiche che abbiamo mai fatto”.

 

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