6 cose che accadono dopo la morte (Non leggere se sei facilmente impressionabile)


La morte, l’aldilà, il mistero di quello che ci succederà dopo il fatidico momento. Da sempre, una tematica che affascina poeti, scrittori, artisti. Ora in campo è sceso il tabloid inglese Daily Mail, che ha provato a rispondere a una domanda più banale ma allo stesso tempo inedita: cosa succede al nostro corpo dopo aver esalato l’ultimo respiro? 1. Subito dopo aver lasciato, come si diceva una volta, questa valle di lacrime, ecco che l’organismo si svuota dell’ossigeno, i neuroni cessano le attività, il cervello smette di produrre gli ormoni che regolano le funzioni corporee e i muscoli si rilassano (il che porta alle volte al rilascio incontrollato di liquidi e solidi). Il pallore arriva dopo una ventina di minuti, quando il cuore non pompa più e il sangue defluisce verso le parti più basse.

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2. Nel giro di dodici ore il corpo si decolora (processo che ha il nome di livor mortis).

3. Il rigor mortis, con la contrazione dei muscoli, si verifica invece fra le 3 e le 6 ore dopo il decesso. La salma si irrigidisce e resta così per le successive 24-48 ore, dopodiché comincia la putrefazione.

4. A quel punto vengono rilasciati i gas rimasti e arrivano odori capaci di attirare gli insetti, che cominceranno a deporre le uova nei tessuti. Le uova si schiudono in un giorno, le larve si nutrono del tessuto finché non maturano (consumano il 60 per cento dei tessuti in poche settimane).








 

5. Tra venti e cinquanta giorni dopo la morte (ma il processo ha tempi variabili, può durare anche un anno) avviene la fermentazione butirrica, che attira larve di scarafaggi, protozoi e funghi. Le restanti parti del corpo possono essere mangiate da piante e animali e così tutto sarà riciclato dalla natura.

6. Diverso quello che succede, invece, in caso di una morte violenta o particolarmente dolorosa. In caso di ferite, ad esempio, i neuroni mandano messaggi al cervello, raccolti dal talamo nel tentativo di farlo reagire per non ricevere altri colpi e quindi il cervello continua a lavorare e ha degli spasmi associabili alla coscienza.

“Ecco la principale causa di morte delle donne nel 2015”. E la ricerca choc condanna, ancora una volta, quell’errore imperdonabile

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