Favolosamente mancini! Dalla capacità creativa all’abilità negli sport, ecco gli studi sui “superpoteri” della mano sinistra


Fino a poco tempo fa il mancinismo era considerato un’anomalia genetica o un segno di debolezza e i bambi che nascevano con questo “difetto” venivano obbligati alla correzione, pratica spesso traumatizzante. Il progresso scientifico ha permesso di superare tale credenza popolare e oggi sappiamo che non vi è nessuno svantaggio fisico o psicologico connesso al mancinismo, che, da migliaia di anni, caratterizza il 10-15% della popolazione generale. Come sottolineato anche dallo psicologo Stephen Christman, il fatto che la tendenza ad usare la mano sinistra sia rimasta stabile con il passare delle generazioni conferma che non ha nulla a che fare con una debolezza evolutiva. Inoltre, recentemente sono state iniziate una serie di ricerche, non ancora completate, volte a indagare più a fondo il mancinismo, alla ricerca delle differenze fisiologiche e neurologiche ad esse collegate. Seppur ancora parziali, da questi studi derivano cinque considerazioni interessanti sui mancini. Per prima cosa, chi utilizza la mano sinistra può pensare più rapidamente: i mancini, infatti, possono essere in grado di utilizzare entrambi gli emisferi del cervello, in modo più facile ed efficace. (Continua dopo la foto)



Secondo uno studio australiano, le persone con questa caratteristica tendono a stabilire connessioni più veloci tra l’emisfero sinistro e l’emisfero destro del cervello: questo porta ad un’elaborazione delle informazioni più rapida. Questo vantaggio cognitivo può essere sfruttato maggiormente in attività come sport e video games. Sempre secondo alcuni ricercatori, il mancinismo può influenzare il processo decisionale: la mano che si utilizza, infatti, può avere effetti sorprendenti sul modo di giudicare le idee astratte come il valore, l’intelligenza e l’onestà. Ancora, l’uso della mano sinistra può essere un vantaggio negli sport interattivi come box, scherma, tennis e baseball: è possibile che, grazie alla differenza nel loro orientamento fisico e nei movimenti, i mancini siano capaci di confondere gli avversari destrorsi, abituati ad affrontare loro simili. Considerato che il cervello può organizzare le emozioni in modo diverso, la mano dominante può determinare il modo di ordinare le emozioni nel cervello. (Continua dopo le foto)



Uno studio del 2012 ha scoperto che nei mancini la motivazione è associata ad un’attività più intensa nell’emisfero destro del cervello, mentre per i destrorsi è vero il contrario. Questo dato può avere implicazioni significative nella cura dell’ansia e dei disturbi dell’umore che a volte vengono trattati mediante stimolazione del cervello per intensificare l’attività neurale dell’emisfero sinistro. Molti esperti, inoltre, hanno evidenziato una possibile correlazione tra il mancinismo e la creatività. Secondo alcuni ricercatori i mancini si comporterebbero meglio nel pensiero divergente (la capacità di pensare a diverse soluzioni per un unico problema), una caratteristica cognitiva della creatività. (Continua dopo la foto)

 

C’è, poi, chi, come lo psicologo Chirs McManus, ritiene che il cervello dei mancini abbia un emisfero destro, quello relativo alla creatività, più sviluppato. Infine, esiste un’altra teoria sul possibile collegamento tra mancinismo e creatività, più che altro una congettura che però ha il suo fascino… Alcuni bambini, crescendo da mancini e vedendosi diversi dai loro compagni, possono sviluppare la cosiddetta “mentalità dell’outsider”, una tendenza ad avere un immagine di sé più individualizzata rispetto a quella orientata al gruppo, che può favorire lo sviluppo di qualità come indipendenza e anticonformismo, che gli psicologi hanno collegato all’innovazione e al pensiero creativo.

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