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Si ingrassa fumando, non smettendo: la scienza “smonta” chi non vuole smettere

“Se smetto di fumare metto su chili”. Lo abbiamo detto o sentito almeno una volta nella vita. Una di quelle convinzioni ormai cristallizzate nell’immaginario collettivo che, però, adesso viene smentita da studi specifici. Lo spiega una ricerca della Brigham young university di Salt Lake City, pubblicata sull’American journal of physiology, endocrinology and metabolism. I ricercatori hanno voluto analizzare, nei topi, il legame tra fumo e funzioni metaboliche, in particolare il meccanismo per cui i fumatori diventano resistenti all’insulina. Esponendo gli animali al fumo passivo, hanno notato che aumentavano di peso: il fumo infatti spinge alcune minuscole molecole lipidiche, le ceramidi, ad alterare i mitocondri delle cellule, causando la distruzione delle normali funzioni cellulari e inibendo la loro capacità di rispondere all’insulina. La ricerca mostra che tra le risposte al fumo passivo del nostro organismo c’è l’alterazione della sensibilità all’insulina. Una volta che questa continua ad aumentare, si ingrassa. La chiave è invertire gli effetti del fumo, inibendo le ceramidi. I ricercatori hanno infatti visto che trattando i topi con una sostanza che le blocca, la mioriocina, non prendevano peso né avevano problemi di metabolismo. Se però, oltre al fumo passivo, i roditori erano alimentati con una dieta ricca di zuccheri, il danno metabolico non poteva essere risolto. Ora gli studiosi stanno cercando un inibitore delle ceramidi che sia sicuro anche per gli uomini, in modo da proteggere chi è esposto al fumo passivo.

(continua dopo la foto)


Ma c’è un’altra novità e riguarda il dilemma di cui sopra: smettere di fumare provoca aumento di peso? No. I ricercatori, prendendo in esame un campione di mille persone, hanno verificato che chi era incline a ingrassare, lo faceva comunque con il passare degli anni anche se stava fumando ancora. E non c’è differenza tra fumo attivo e passivo. Perché chi vive con un fumatore, soprattutto se bambino, ha un maggiore rischio di problemi cardiovascolari e metabolici, spiega Benjamin Bikman, autore della ricerca. Solo negli Usa metà della popolazione è esposta almeno una volta al giorno al fumo passivo e circa il 20 per cento dei bambini vive con qualcuno che fuma in casa.


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