Contatto con una medusa? Cosa fare e cosa evitare

Le meduse, terrore perenne per i bagnanti di ogni età. Ma in caso di incontro ravvicinato cosa è meglio fare? Soprattutto quando si è al largo bisogna evitare movimenti scomposti e respirare bene cercando di raggiungere con calma la riva. Se si è già a riva occorre subito dall’acqua ed evitare di agitarsi (che non serve a nulla). Il primo intervento non è per nulla difficile: lavare la parte interessata con acqua di mare, in modo da diluire la tossina non ancora penetrata. L’acqua dolce è da evitare perché potrebbe favorire la rottura delle nematocisti (strutture urticanti che le meduse usano per difendersi) rimaste sulla pelle. Poi serve un lavoro di pazienza, cercando di eliminare dalla pelle i filamenti residui. A tale scopo si può utilizzare una delle tante tessere di plastica rigida che gonfiano i nostri portafogli, tipo carte di credito, bancomat e le tessere fedeltà del supermercato. Finita l’operazione “bonifica” è il momento di applicare un gel astringente al cloruro d’alluminio che serve ad alleviare il prurito e bloccare la diffusione delle tossine. Ovviamente non tutti reagiscono allo stesso modo al contatto con una medusa e il pronto soccorso è d’obbligo in caso di reazione cutanea diffusa, difficoltà respiratoria, sudorazione, pallore, mal di testa, nausea, vomito, vertigini, confusione. Situazioni che non vanno affatto sottovalutate.
Ci sono, poi, le cose da evitare. Innanzitutto non bisogna grattarsi perché potrebbero rompersi eventuali nematocisti residue, rilasciando altro veleno. E neanche strofinare la parte colpita con sabbia o pietre: solo una temperatura di almeno 50 gradi può neutralizzare le tossine. Gli esperti segnalano che i soliti rimedi casalinghi sono inutili e talvolta dannosi. Dunque da dimenticare aceto e alcol, come pure ammoniaca e urina che potrebbero infiammare ulteriormente la parte venuta a contatto con la medusa. Nessun ristoro hanno le creme al cortisone o a carica antistaminica giacché entrano in circolo dopo una mezz’ora circa, tempo in cui la reazione è già esaurita. Se, però, le lesioni sono diffuse o in caso di disturbi generali questi principi attivi possono essere assunti in forma orale. Infine una regola che è anche di buon senso e prudenza: per qualche giorno evitare il sole è necessario perché durante la guarigione si dà luogo alla fase della iperpigmentazione che i raggi ultravioletti potrebbero rendere duratura. Una crema a filtro solare totale, anzi, è più che consigliata.