Covid, chi è la prima persona a ricevere il vaccino in Italia. “Siamo pronti, ecco quando si comincia”

Pro e contro, parte dell’Italia non vede l’ora di fare il vaccino, un’altra parte invece no. Un paio di domande sorgono spontanee, chi sarà la prima persona a ricevere il vaccino anti covid-19? E quando si apriranno le danze? Le risposte ci sono già e noi siamo qua per diffonderle. Sono giunte rassicurazioni anche per quanto riguarda l’efficacia del vaccino sul nuovo ceppo del Covid.

La mutazione del Covid apparsa in Gan Bretagna “è un pò diversa” da quelle in cui la comunità scientifica si è imbattuta fino ad oggi, “e non sappiamo ancora precisamente se il nostro vaccino possa proteggere anche contro questa. Dal punto di vista scientifico, però, è altamente probabile che il nostro vaccino possa difendere anche contro questa variante”. Ha dichiarato il fondatore di Biontech, Ugur Sahin, in conferenza stampa. (Continua dopo le foto)


Secondo quanto si è riusciti ad apprendere dalle fonti dello Spallanzani e della Regione, la prima persona a ricevere il vaccino anti Covid in Italia sarà una donna, un’infermiera. A quanto pare sarebbe tutto pronto all’istituto Spallanzani di Roma per lo start alla vaccinazione previsto il 27 Dicembre 2020. Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute ha dichiarato: “Se il nostro piano” di vaccinazioni anti-Covid “va bene, nell’ottobre del 2021 l’Italia sarà in sicurezza”. Nella stesse intervista a La Stampa: “Dal giorno dopo la consegna del vaccino, il 27 dicembre siamo pronti a partire. Dovremmo iniziare tutti lo stesso giorno in Europa, un’iniziativa con un’alta valenza simbolica che il nostro ministro ha fortemente voluto e per la quale si è speso”. (Continua dopo le foto)

“Per essere in sicurezza la copertura deve arrivare attorno al 70% della popolazione. Parliamo di ottobre se tutto va bene, ma proprio bene”. Poi per quanto riguarda l’obbligatorietà di vaccinarsi contro il Covid la Zampa è stata chiara: “Al momento rendere obbligatorio il vaccino probabilmente rafforzerebbe i dubbi di chi è incerto. È sconsigliabile partire con l’obbligo. Meglio spiegare alle persone cos’è il vaccino, come è stato fatto. Ribadire che la fretta non ha messo in discussione la sicurezza, che si è andati veloci perché si è investito tantissimo. Nessuna delle fasi di sperimentazione è stata saltata. Il vaccino che arriva è sicuro come tutti gli altri che facciamo”.

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