Per mesi aveva attribuito quei segnali a un disturbo comune della gravidanza, qualcosa con cui molte donne si trovano a fare i conti durante l’attesa di un bambino. Una spiegazione rassicurante che sembrava sufficiente per non allarmarsi e continuare la propria vita quotidiana tra lavoro, famiglia e impegni domestici. Eppure, dietro a quel sintomo apparentemente innocuo, si stava nascondendo una realtà ben più grave.
La protagonista di questa vicenda è una madre di tre figli che, durante la sua terza gravidanza, aveva iniziato a notare la presenza di sangue nelle feci. Il fenomeno era comparso intorno al sesto mese di gestazione e, inizialmente, era stato associato alle classiche emorroidi che possono manifestarsi durante la gravidanza. Forte di quella rassicurazione, la donna aveva continuato a occuparsi della famiglia senza immaginare che il problema potesse avere origini molto diverse.
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Scopre di avere un tumore al colon, l’appello della 37enne: “Questi i simtomi, non sottovalutateli”
Con il passare delle settimane, però, qualcosa è cambiato. Alla vigilia della data prevista per il parto, il sanguinamento è diventato molto più intenso, tanto da spingerla a rivolgersi al pronto soccorso. Dopo gli accertamenti, che avevano escluso complicazioni per il bambino, i medici hanno deciso di procedere con l’induzione del parto, senza ulteriori approfondimenti sulle cause del sintomo.
Solo dopo la nascita del terzo figlio emerge il nome della donna: si tratta di Gabby Zappia, 37 anni, che ha raccontato la sua storia a Business Insider. Anche dopo il parto il sanguinamento non si era mai fermato, ma la neo mamma aveva scelto di concentrarsi sul neonato e sulla gestione della famiglia. Quando finalmente ha contattato il medico di base, si è ritrovata ad attendere diversi mesi prima di una visita specialistica.
La svolta è arrivata nel dicembre 2024. Dopo una serie di controlli e una colonscopia, i medici hanno scoperto una massa di dimensioni impressionanti che ostruiva quasi completamente il colon. La diagnosi è stata devastante: cancro al colon al quarto stadio. Una notizia totalmente inaspettata per la donna, che non aveva alcuna familiarità con questo tipo di tumore. “Ero distrutta. Prima di questo pensavo di essere invincibile”.

L’esame endoscopico ha evidenziato una formazione tumorale grande quanto una palla da baseball. Un mese più tardi è stata sottoposta a un intervento chirurgico di resezione per rimuoverla. Ripensando ai mesi precedenti, Zappia ha compreso come diversi segnali fossero stati sottovalutati. La donna ha anche riflettuto sul fatto che il suo aspetto sempre curato e il suo atteggiamento positivo possano aver contribuito a non far percepire la gravità della situazione: “Se fossi sembrata più malata, forse si sarebbero preoccupati di più”.
Dopo l’operazione al colon, una biopsia al fegato ha confermato che la malattia si era già diffusa ad altri organi. Da quel momento è iniziato un percorso terapeutico lungo e complesso. La 37enne ha affrontato l’inserimento di un port per la chemioterapia, cicli di chemio e immunoterapia, una resezione epatica con ablazione delle metastasi e persino l’installazione di una speciale pompa per somministrare i farmaci direttamente al fegato attraverso l’arteria epatica.
Per una madre di tre bambini piccoli, però, la sfida più difficile non è stata soltanto quella medica. Continuare a essere presente per i figli durante le cure è diventata una missione quotidiana. “Quando sei mamma, non puoi metterti in pausa. I bambini hanno comunque bisogno di te. Vogliono comunque la merenda. Vogliono che tu sia lì alla buonanotte”. Nonostante gli effetti collaterali della chemioterapia, tra dolori ossei e sintomi simili all’influenza, ha cercato di mantenere una normalità per la sua famiglia.

Nel settembre 2025 è arrivato uno dei momenti più emozionanti del suo percorso. Dopo l’intervento al fegato e la conclusione della chemioterapia, gli esami non mostravano più tracce della malattia e Zappia ha potuto suonare il tradizionale campanello che segna la fine delle cure oncologiche. “È stato un traguardo incredibile nel mio percorso, anche se era ancora presto”. La gioia, però, è durata poco: tre mesi dopo una PET ha evidenziato una nuova attività tumorale al fegato.
La malattia ha così imposto nuove prove. Tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 la donna ha affrontato altri interventi chirurgici al fegato, compresa una resezione robotica e una terza operazione nel marzo 2026. Nonostante le ricadute e le difficoltà, Gabby Zappia ha continuato a guardare avanti con determinazione. Ad aprile 2026, dopo l’ultimo intervento, gli esami del sangue non hanno mostrato segni della malattia. Un risultato che non rappresenta la fine definitiva della battaglia, ma che le ha restituito una nuova speranza e la forza di concentrarsi su ciò che può ancora controllare nella sua vita.


