Ebola, ecco cosa dobbiamo imparare sul terribile virus

Prima di tutto cos’è. È una delle malattie infettive con il tasso di mortalità più alto, in grado di uccidere fino al 90 per centro dei casi. Colpisce uomini e primati (scimmie, gorilla, scimpanzé), ma si pensa che lo possano ospitare i pipistrelli della frutta. Per quanto riguarda la trasmissione, questa avviene con il contatto diretto con i fluidi corporei di una persona malata. Quindi sudore, sangue o saliva. Anche il contatto con animali morti di Ebola può innescare l’epidemia nell’uomo. Come si manifesta il contagio nell’uomo? Febbre alta e cefalea improvvise, dolori articolari seguiti da vomito e insufficienza epatica. In circa il 60-70 per cento dei casi al sesto o settimo giorno si manifestano episodi emorragici sia esterni che interni impossibili da controllare. In questa fase chi si avvicina ai pazienti rischia di essere infettato. Il periodo di incubazione va dai due ai ventuno giorni, ma non si è contagiosi durante l’incubazione. Va però ricordato che la malattia può essere trasmessa a un’altra persona fino a 24 ore dopo il decesso del malato. Non c’è nessuna cura, al momento, anche se si stanno ancora sperimentando alcuni farmaci. Per il momento la terapia standard prevede idratazione continua del paziente mentre per alleviare i sintomi vengono somministrati antidolorifici, antinfiammatori e antibiotici. Come informano gli esperti, l’epidemia in corso è più pesante delle precedenti e sta durando molto di più, sconfinando anche in paesi dove non c’erano stati casi in passato. Di qui al timore degli occidentali che si chiedono se il virus può arrivare anche in altri continenti. Gli esperti ritengono basso il rischio giacché la malattia ha un’incubazione relativamente breve ed è difficile che un malato faccia lunghi spostamenti senza sapere di averla. Inoltre si diffonde col contatto diretto e non per via aerea, cosa che renderebbe più semplice controllarlo nei paesi occidentali. Comunque, anche l’Italia ha attivato un piano di emergenza, rafforzando la sorveglianza in aeroporti, porti e luoghi di grande transito internazionale, sconsigliando i viaggi in Africa se non necessario.