“Lockdown a Natale? Mi sbagliavo, forse prima”. Crisanti, la previsione più nera

Non vede un futuro a breve termine roseo il professor Crisanti: “Ero stato ottimista quando avevo parlato di lockdown a Natale. Arriveremo a un inasprimento delle misure di contenimento molto prima”. La previsione choc arriva dal virologo dell’Università di Padova, che già nei giorni scorsi aveva ipotizzato chiusure in tutto il Paese. E ora che i casi positivi al Covid-19 sfiorano quota 12mila al giorno e i ricoverati aumentano, la paura di un nuovo lockdown torna a farsi sentire. “I numeri che stanno venendo fuori sono un disastro- ha spiegato Crisanti, intervistato dal Messaggero- Dobbiamo abbassare la curva dei contagi, ma una volta ottenuto il risultato, dobbiamo essere in grado di mantenere la curva bassa”. Ma, oltre ai numeri, sembra esserci un altro problema: “È saltato completamente il sistema di tracciamento”.

Come sappiamo fin troppo bene “La difficoltà sta nel mantenere bassi i dati sui contagi e, in questo, spiega l’esperto, “abbiamo fallito già una volta. Vogliamo ripetere lo stesso errore? Le misure di contenimento sono inutili senza un piano organico per dotare l’Italia di un sistema che mantenga basso il numero dei contagi. È la vera sfida, dobbiamo insistere su questo”. Secondo Crisanti, se il governo avesse investito “sul tracciamento e sulla capacità di eseguire i tamponi, oggi saremmo in una situazione differente. Non possiamo andare avanti altri sei mesi solo con le chiusure”. (Continua a leggere dopo la foto)


E ancora: “Come mai questo piano per potenziare tamponi e tracciamento non è mai stato discusso?”, si chiede l’esperto, che insiste sulla necessità di creare un efficace sistema di tracciamento, senza il quale non sarebbero sufficienti le misure di contenimento. “Quest’estate eravamo arrivati a 300 contagi al giorno- fa notare il virologo- avremmo dovuto porci il problema e organizzarci per evitare che quel dato tornasse a salire, mettendo in campo un reale ed efficace sistema di tracciamento e tamponi. Invece non abbiamo fatto nulla”. (Continua a leggere dopo la foto)

Sull’andamento dei contagi, che nelle ultime settimane sono saliti vertiginosamente, Andrea Crisanti commenta: “Per una volta che sono stato ottimista, sono stato smentito. Avevo previsto il lockdown a Natale, pensando che i positivi aumentassero in maniera graduale. Non mi sarei aspettato che il sistema territoriale di contrasto e tracciamento si sbriciolasse così velocemente”. E ora, il virologo si aspetta di peggio, anche se non parla di lockdown, perché “ormai sembra che in Italia la parola lockdown non si possa proprio pronunciare”. (Continua a leggere dopo la foto)

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E conclude: “un inasprimento delle misure sarà un rapido sviluppo se quelle che sono state messe in campo non funzioneranno”. Ma chiudere tutto non basta, insiste l’esperto. Una volta abbassata la curva, è necessario manterla al minimo: “Tutti hanno lodato il comportamento degli italiani per mesi, dopo che si era riusciti ad abbassare la curva. Gli italiani sono sempre quelli, non sono cambiati. L’unica differenza è che non è stato fatto un piano per mantenere bassi il numero dei contagi”. Non ci resta che sperare.

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