Cistite interstiziale, i sintomi iniziali e le (poche) complicate cure della malattia che ha colpito Francesca Neri

“Ho accarezzato l’idea del suicidio. Ho passato mesi a giocare a burraco online di notte. Il mio lockdown è durato tre anni. E quando è arrivato per tutti, con la pandemia, sono stata meglio perché condividevo la situazione degli altri”. Così al Corriere della sera parlava Francesca Neri, uno dei volti più noti del cinema italiano soffre di cistite interstiziale, un disturbo che può essere anche piuttosto pesante e che colpisce la vescica e l’apparato urinario.


Come sottolinea anche un articolo del Corriere della Sera si tratta di una condizione infiammatoria cronica della vescica che può colpire persone di qualsiasi età e sesso, ma che è più frequente tra le donne. A differenza dalla cistite “comune” non è causata da stress, ma viceversa il dolore continuo può causare disturbi psicologici quali ansia e depressione. Le cause della cistite interstiziale non sono ancora del tutto certe.

cistite interstiziale

Possono farne parte infezioni delle vie urinarie, un intervento chirurgico oppure una malattia di origine virale.
L’ipotesi maggiormente accreditata, secondo gli specialisti, è però quella legata ad un “progressivo indebolimento del rivestimento delle pareti vescicali, costituito da glicosaminoglicani, con funzioni di sostegno e protezione”. L’assottigliamento di tale strato protettivo, infatti, favorisce il processo per cui le sostanze irritanti contenute nelle urine aggrediscono le pareti della vescica, provocando così uno stato infiammatorio.


francesca neri


Nella maggior parte dei casi, per i pazienti che soffrono di cistite interstiziale non è semplice arrivare ad una diagnosi. Tra gli esami utili ci sono quello delle urine e l’ecografia dell’apparato urinario che possono escludere altre patologie vescicali con sintomi simili. Ma anche l’uretrocistoscopia, ovvero l’endoscopia della vescica attraverso l’uretra che può evidenziare “eventuali emorragie puntiformi e ulcere, caratteristiche della malattia”.

francesca neri


Per lenire il dolore, spiegano gli esperti, si può procedere con la distensione della vescica, eseguita in anestesia generale, attraverso cui viene riempita la vescica con una soluzione fisiologica. Ma, in generale, per curare la malattia occorre combinare differenti trattamenti. Tra questi, terapie orali, basate su farmaci che tendono a riparare la mucosa vescicale danneggiata, oltre che su antidepressivi, antinfiammatori, analgesici e antistaminici. Sono contemplate anche terapie endovescicali, “con instillazione di glicosaminoglicani”, mentre può essere anche indicato l’utilizzo di “soluzioni a base di acido ialuronico e condroitinsolfato che possono migliorare la sintomatologia”. L’ideale, comunque, sarebbe arrivare ad una diagnosi precoce per evitare danni potenzialmente irreversibili e con l’obiettivo di mettere a punto prima possibile una terapia idonea al singolo caso.

Pubblicato il alle ore 07:08 Ultima modifica il alle ore 07:30