Migranti, è allarme scabbia anche per gli italiani: nella sola Milano già 500 segnalazioni


 

Disidratazione, malnutrizione e condizioni igieniche e di salute spesso molto provate. I migranti che affollano il mezzanino della Stazione Centrale di Milano “provengono soprattutto dall’area sub-sahariana e presentano tutti i problemi di
chi ha patito molto. Ma la criticità numero uno è la scabbia”: 108 casi diagnosticati solo nel mese di giugno su un totale di 500 segnalati in città da inizio anno. “Una cifra che comprende però anche 50 infezioni autocnone, non collegate ai flussi migratori e registrateanche fra cittadini italiani, magari tornati da un viaggio”.

Giorgio Ciconali, direttore del Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Asl milanese, non ritiene corretto parlare di allarme sanitario. “Il problema al momento è interno a queste popolazioni ed è certamente serio”, spiega all’Adnkronos Salute. Il boom di casi di scabbia
“speriamo possa essere evitato proprio grazie al presidio sanitario allestito questa mattina davanti alla Centrale”. Per il medico è “un passo avanti importante”.

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“L’attivazione ufficiale è prevista per domani – riferisce – Oggi è stata messa in piedi la struttura mobile e sono stati recuperati tutti i materiali necessari a garantire ai migranti una primissima accoglienza. L’obiettivo è operare uno screening immediato delle condizioni di salute delle persone all’arrivo”, così da attivare gli interventi necessari. Ammesso naturalmente che i pazienti vogliano farsi trattare.

Il presidio è stato realizzato in versione ‘mobile’ “nonostante il diniego del gruppo Ferrovie dello Stato” all’allestimento di una struttura permanente all’interno della Stazione centrale, ha spiegato a inizio giornata il vice presidente e assessore alla Salute della Regione Lombardia, Mario Mantovani. Quanto alle polemiche sui tempi dell’attivazione, Ciconali precisa che “fino  a qualche tempo fa il presidio c’era. Poi l’entità del flusso migratorio l’ha reso inutile, mentre ora l’emergenza è tornata e il presidio c’è. A un certo punto non serviva più, ora invece serve ancora”. Si poteva fare prima? “L’importante è che qualcuno ieri abbia deciso di riattivarlo”, risponde l’esperto dell’Asl di Milano.

Sulla necessità del presidio “non ho cambiato idea, ma sono cambiate le circostanze”, conferma Mantovani replicando all’opposizione. “Il presidio in Stazione Centrale lo avevamo proposto un anno fa – hanno infatti obiettato i consiglieri Pd Carlo Borghetti e Sara Valmaggi – e a settembre Mantovani ci rispose che non c’era emergenza sanitaria e che un presidio non serviva. Ha cambiato idea, ne siamo soddisfatti. Nascondere la testa sotto la sabbia non è mai stato un grande programma di governo”. Ma l’assessore ribadisce: “L’attivazione del presidio si è resa necessaria a fronte del rapido e considerevole aumento di persone straniere in arrivo negli ultimi tempi, che bivaccano all’interno della stazione e sul piazzale. Fino a pochi giorni fa le azioni di monitoraggio sanitario avviate dal giugno 2014 avevano garantito gli opportuni controlli, con quasi 10.000 prestazioni effettuate in tutta la Lombardia presso i centri di accoglienza profughi”.

L’Asl “aveva già affrontato le condizioni dell’afflusso straordinario per i siriani nel maggio del 2014 in Stazione centrale – ricostruisce
Palazzo Lombardia – garantendo il presidio sanitario temporaneo, poi chiuso con i primi mesi del 2015 perché era finito il fenomeno degli afflussi: a gennaio erano state assistite poche decine di persone e solo per casi legati a mero raffreddamento, con problematiche di carattere sociale e non medico-sanitario”. Adesso, invece, “a fronte della nuova emergenza – conclude Mantovani – Regione Lombardia affronta con responsabilità i compiti che la legge ci affida per tutelare la salute dei milanesi e dei lombardi”.

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