Cani in corsia, così i cuccioli fanno star meglio i malati..


Le porte del Policlinico San Marco di Mestre si aprono agli amici a quattro zampe: da alcuni mesi si sperimenta la pet therapy e la frequenza controllata degli animali in ospedale che entrano in corsia per alleviare le sofferenze dei malati.  La regione Veneto è stata la prima in Italia (Legge regionale n. 3 del 3 gennaio 2005 “Disposizioni sulle terapie complementari”) a rendere possibile la promozione della conoscenza, dello studio e dell’utilizzo di nuovi trattamenti di supporto e integrazione delle cure clinico-terapeutiche quali la pet therapy e la Terapia del sorriso.







“Per un’ora alla settimana – dice il direttore sanitario Renzo Malatesta – permettiamo agli animali e ai volontari che collaborano con noi di avvicinarsi ai malati terminali”.  Si tratta spesso di pazienti soli e anziani che traggono un enorme beneficio dalla presenza e dal contatto con gli animali, spesso con risultati strabilianti.






«Abbiamo l’esempio di un vecchietto che ormai sembrava privo di voglia di vivere, non voleva più parlare – racconta Malatesta – Il cane è riuscito ad interagire con lui e a farlo tornare a dialogare con il mondo esterno». Ma al Policlinico San Marco si guarda oltre. «Abbiamo dato la possibilità anche ai nostri dipendenti – sottolinea Malatesta – su richiesta motivata (di solito di tipo psicologico) di poter portare il proprio animale sul luogo di lavoro. Ogni domanda, ovviamente, viene vagliata attentamente, ma se l’animale può migliorare il beneficio dei nostri dipendenti noi non abbiamo nulla in contrario». Ai pazienti ricoverati viene infine consentita la visita in corsia dei loro cari, come pure dell’animale di casa. Per chi può camminare, gli incontri avvengono in giardino, in un’area opportunamente attrezzata. Negli altri casi il cane viene portato direttamente al capezzale del suo padrone.

 

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