Vaccini ‘avanzati’ somministrati a figli e parenti dei sanitari. E scoppia il caso


L’Italia è quel paese controverso dove mancano i vaccinatori, ma ci sono circa 60mila infermieri liberi professionisti che hanno i requisiti richiesti dal bando del Commissario straordinario per Covid-19, Domenico Arcuri. È il paese in cui tutti i potenziali sono in stand by perché, non essendo dipendenti, non hanno ricevuto alcuna priorità nell’essere essi stessi vaccinati e quindi sono esposti al massimo rischio di infezione senza tutele.

Ma l’Italia è anche il paese in cui alcune dosi del vaccino anti-Covid, avanzate a fine giornata, sono stata somministrate a figli e parenti dagli operatori che martedì sera erano di turno al centro unico vaccinale di Baggiovara, frazione del comune di Modena, dopo che gli stessi avevano tentato invano di contattare professionisti della sanità che ne avrebbero avuto diritto. A ricostruire l’episodio, che l’Ausl modenese definisce “un errore grave”, è la Gazzetta di Modena. (Continua a leggere dopo la foto)






Da quello che si il giornale modenese riporta, le dosi avanzate a quanto pare erano destinate ad essere buttate via se non fossero state somministrate entro fine giornata. Per questo gli operatori hanno deciso di “convocare” i congiunti, non riuscendo a mettersi in contatto con altri sanitari. In particolare un volontario di un’associazione di pubblica assistenza che prestava servizio al centro vaccinale ha contattato le figlie, di cui una minore, per vaccinarle con le dosi avanzate, condividendo poi le foto sui social. (Continua a leggere dopo la foto)








L’Ausl di Modena ha avviato “un’istruttoria urgente al fine di individuare tutte le persone responsabili di tale condotta, operatori sanitari o altre figure impegnate nel coadiuvare i team vaccinali in qualità di volontari” perché a nessuno è venuto in mente di impegnarsi, probabilmente, di convocare fasce più deboli, piuttosto che minorenni. (Continua a leggere dopo la foto)

 


“Consapevole della gravità dell’errore commesso, e dell’impatto che ciò può generare sulla popolazione che attende il vaccino” l’Ausl “si scusa con tutti i cittadini – dichiara l’azienda sanitaria – e si impegna a garantire la massima trasparenza, così come è stato fatto fin dall’inizio, nelle procedure di somministrazione e utilizzo del vaccino”. Chissà quante famiglie, a saperlo, avrebbero portato i loro anziani sul posto, a spese loro… E invece l’ennesima vergogna, tutta italiana.

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