“Vivremo col Covid fino al 2022”. Giuseppe Ippolito, il direttore scientifico dello Spallanzani ammette: “E ci saranno ancora misure”


Sono arrivati alle 4 della notte scorsa i nove aerei con cui la Pfizer ha trasportato in Italia i vaccini anti Covid. I velivoli sono atterrati in nove scali in diversi punti del territorio italiano ed è già cominciata la distribuzione ai punti di somministrazione. E’ quanto si apprende dagli uffici del commissario straordinario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri. Delle circa 470mila dosi previste è già arrivato il 75% mentre la distribuzione del restante 25% continuerà domani.

D’ora in poi entra a regime la distribuzione settimanale che prevede l’arrivo di circa 470mila dosi a settimana da qui a marzo, per un totale di 8,7 milioni di dosi. Tuttavia, seppur il vaccino cominci a circolare in Italia, l’allarme dallo Spallanzani è chiaro: “Il Covid resisterà fino al 2022”. E ancora: “Nonostante la vaccinazione non possiamo pensare che torneremo ai sistemi come erano prima. Il virus ci terrà compagnia fino al primo trimestre 2022. Quei livelli di assembramento non sono più possibili”. (Continua a leggere dopo la foto)






Così il direttore scientifico dello Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, intervenendo a un webinar sul “Piano dei vaccini anti Covid nel Lazio”. Ancora Ippolito: “Nonostante la vaccinazione non possiamo pensare che torneremo ai sistemi come erano prima. Il virus ci terrà compagnia fino al primo trimestre 2022. Quei livelli di assembramento non sono più possibili”. (Continua a leggere dopo la foto)








Così il direttore scientifico dello Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, intervenendo a un webinar sul “Piano dei vaccini anti Covid nel Lazio. La percentuale di decessi per Covid è tre volte più alta dell’influenza, abbiamo il doppio dei ricoveri in terapia intensiva e mentre l’influenza può essere gestita a casa, per il Covid abbiamo avuto bisogno di ospedalizzazione che nelle forme benigne è stata il doppio dell’influenza”. (Continua a leggere dopo la foto)

 


“La rapidità – ha concluso – con cui questa malattia si è diffusa è parallela alla rapidità con cui le istituzioni si sono trovate ad affrontare l’emergenza. Il Lazio ha fatto un gradissimo lavoro”.

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