“Cosa succede dal 7 gennaio”. Covid, Pregliasco spegne la speranza: “Sarà difficile”


Ad oggi risulta che tenere sotto controllo la diffusione del Covid non è stato per niente semplice, e con questa mutazione che lo rende più contagioso la situazione potrebbe complicarsi ancora e ancora. Proprio per questo motivo, avverte Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore di igiene dell’Università degli Studi di Milano, “occorre aumentare la nostra responsabilità personale e rispettare tutte le misure di sicurezza. Siamo alla seconda ondata, ma rischiamo un rialzo davvero pericoloso”.

Il nuovo ceppo del Covid-19 individuato in Gran Bretagna, ma anche in Danimarca, Australia, Olanda e ora anche in Italia, è un grande problema che non fa altro che sommarsi a quelli preesistenti, in poche parole è una bella grana da risolvere, considerando soprattutto l’attuale livello dei contagi. (Continua dopo le foto)











Come si legge tra le righe de ilmessaggero.it, alla domanda ‘Perché il Sars Cov 2 è cambiato?’, Pregliasco ha risposto: “Ci sono stati tantissimi virus isolati e le variazioni sono normali in quelli a Rna. Si tratta di virus che sono un po’ disattenti nel replicarsi, quindi commettono qualche errore rispetto ad altri come per esempio il morbillo, che invece è ripetitivo. Queste variazioni evidenziano 23 piccole varianti che però non inficiano completamente la capacità del vaccino di aggredire questo uncino del virus perché gli anticorpi prodotti sono plurimi e, a oggi, riteniamo che il vaccino sia assolutamente efficace. In ogni caso, le nuove metodologie dei vaccini Pfizer e Moderna permettono un veloce aggiornamento di quella che potrebbe essere la composizione aggiornata del vaccino”. (Continua dopo le foto)



In questa fase, avverte Pregliasco, “diventa ancora più rilevante rafforzare le indicazioni che il Dpcm prevede e rispettare le restrizioni, così da riuscire a contenere la diffusione del virus. Anche perché sappiamo – avverte – che più si diffonde e più si modifica”. Quindi dal 7 di Gennaio gli spostamenti potrebbero essere ancora fortemente limitati e le misure restrittive sempre super attive. Sarà difficile ricevere un po’ di libertà in vista di un futuro prossimo.  “Le prime risultanze sembrano essere rassicuranti. Dobbiamo guardare all’aspetto positivo. Innanzitutto, siamo stati capaci di identificare questa nuova variante e quindi abbiamo la possibilità di monitorarla. Per il momento dunque i tamponi di cui disponiamo sembrano funzionare, ma servono verifiche mirate”. Un altro punto fondamentale: “Anche se il mutante appare più contagioso la malattia sembra la stessa. “È da verificare se gli alti numeri di questa ondata siano in qualche modo collegati alla variante inglese, può anche essere”, non esclude il virologo.

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