“Vaccini gratis in Italia”: il governo ha deciso. “Ecco chi saranno i primi a riceverlo”, sciolto il nodo obbligatorietà


Vaccino covid gratis per tutti. E senza obbligo, almeno per ora. “Il vaccino verrà somministrato gratuitamente a tutti gli italiani. Il vaccino è un bene comune e un diritto che va assicurato a tutte le persone. Nessuna diseguaglianza sarà ammissibile. Al momento non è intenzione del governo disporre l’obbligatorietà della vaccinazione. Nel corso della campagna valuteremo il tasso di adesione dei cittadini. Il nostro obiettivo è raggiungere al più presto l’immunità di gregge”, dice il ministro della Salute, Roberto Speranza, che al Senato illustra il piano per le vaccinazioni contro il coronavirus.

“L’Italia ha opzionato 202.573.000 dosi di vaccino, una dotazione sufficientemente ampia per vaccinare tutta la popolazione e conservare scorte di sicurezza. E’ molto probabile che serviranno due dosi per ciascuna vaccinazione, a breve distanza temporale. Non c’è ancora evidenza scientifica sui tempi di durata dell’immunità prodotta dal vaccino”, spiega. (Continua a leggere dopo la foto)






“Se tutti i processi autorizzativi andassero a buon fine, l’Italia potrebbe contare sulla disponibilità delle seguenti dosi: contratto con Astrazeneca, 40,38 milioni di dosi; contratto con Johnson & Johnson 26,92; contratto con Sanofi 40,38; contratto con Pfizer/Biontech 26,92; contratto con Curevac 30,285; contratto con Moderna 10,768. Sono numeri subordinati a processi autorizzativi che non sono ancora completati”, dice il ministro. (Continua a leggere dopo la foto)








Speranza chiarisce che ad avere priorità sarà il personale medico e Rsa, quindi seguirà per fasce di età e scuola. Sull’obbligo: “Partiamo senza, obiettivo raggiungere immunità di gregge con 40 milioni di italiani vaccinati”. Quindi, le prime dosi del vaccino Pfizer arriveranno tra il 23 e il 26 gennaio e verranno stoccate in 300 punti individuati all’interno degli ospedali. (Continua a leggere dopo la foto)

 


A quel punto la priorità è fornirlo al personale medico-sanitario e alle Rsa, quindi agli ultra 80enni e quindi a 60-70enni e così via ad altre fasce, compresi i lavoratori essenziali e i malati cronici. Per la vaccinazione di massa verranno utilizzati grandi spazi pubblici, fiere e palestre ed è previsto anche il coinvolgimento dell’esercito.

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