“Gli scontrini sono tossici”. Ci mancava questa. Ne tocchiamo diversi al giorno, da sempre, ma solo ora arriva lo studio preoccupante. Ecco cosa contengono e come andrebbero correttamente utilizzati. E il consiglio degli esperti: “Se li maneggiate…”


 

Era il 2014 quando l’esperimento sostenuto dai ricercatori del Cincinnati Chidren’s hospital , evinceva che esisteva un pericolo sostanziale riguardante il materiale utilizzato su alcuni biberon e contenitori per cibi, come plastiche e lattine, contenenti il bisfenolo (Bpa). Il Bpa è un composto chimico ad azione ormono-simile e pericoloso per l’apparato riproduttivo ed il sistema nervoso. Questo composto è presente anche nella carta termica: ovvero quella utilizzata per le ricevute del bancomat o gli scontrini delle casse, ma anche per stampanti e fax. A 24 ragazzi è stato chiesto di maneggiare ricevute per 2 ore consecutive, a mani nude. Dopo una settimana i volontari hanno fatto la stessa cosa ma indossando dei guanti. I ricercatori hanno monitorato il tasso di bisfenolo raccogliendo campioni di urina prima dell’esperimento, dopo che i giovani avevano manipolato la carta e quando invece l’avevano toccata con i guanti. Le quantità di sostanza tossica era bassa nella fase iniziale, aumentava in modo evidente durante la seconda ed è rimasta stazionaria nella terza. In seguito l’Agenzia europea per le sostanze chimiche Echa ha avviato, su richiesta della Francia, una consultazione pubblica in vista dell’inserimento del bisfenolo A nella Candidate List (la lista delle sostanze estremamente preoccupanti, candidate a un’eventuale messa al bando o riduzione), nell’ambito del regolamento Reach. La consultazione si è chiusa a fine ottobre ed è ancora in corso la valutazione. (Continua dopo la foto)



La Commissione europea aveva chiesto già nel 2008 all’Efsa , l’Ente per la sicurezza alimentare, di valutare le conclusioni di uno studio di Iain Lang (pubblicato nel Journal of the American Medical Association Jama, 16 settembre 2008), che rilevava un collegamento tra aumento dei livelli di Bpa nelle urine e una maggiore incidenza di patologie come cardiopatie e diabete. Per essere sicuri di non aver “assunto” troppo bisfenolo A basterebbe un esame specifico delle urine.

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Dovrebbero praticare parecchia attenzione a riguardo soprattutto tutti coloro che lavorano come personale addetto alle operazioni di cassa. Già da qualche anno è in commercio in Italia carta termica, senza Bpa, che usa come reagente un derivato del mais. Da noi c’è molta diffidenza e pochi centri commerciali hanno optato per questo tipo di carta, che costa il 10% circa di più. Non ci vorrà molto tempo ancora per sapere se il bisfenolo A usato quotidianamente sia nocivo oppure no.

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