“Massima attenzione, elevato rischio di contagio”. È stata lanciata l’allerta: torna incredibilmente l’influenza che soli pochi anni fa aveva ucciso migliaia di persone. Paura anche in talia


 

Si ritorna ada avere paura per l’aviaria. La Francia, alle prese con un aumento dei casi di influenza di questo tipo, ha deciso di innalzare il livello di allerta collegato al virus H5N8 da “moderato” a “elevato”. Ad annunciarlo il Ministero dell’Agricoltura in seguito alla scoperta di “diversi focolai di influenza altamente patogena H5N8 negli allevamenti del Sud-Ovest e nella fauna selvaggia nel Pas-de-Calais e in Alta Savoia”, in quest’ultimo caso non lontano dal confine italiano. Il livello di rischio, riferibile a tutto il territorio francese, è stato innalzato sulla base della “rapida evoluzione della situazione sanitaria in Francia e in diversi Paesi europei, e per la dinamica di propagazione del virus”. Vi era già stato un incremento dell’allerta alcune settimane fa, allorché il rischio era passato da “trascurabile” a “moderato”. Il primo caso riscontrato di aviaria risale al 26 novembre nell’allevamento di Marck (Pas-de-Calais, nel Nord della Francia). (Continua a leggere dopo la foto)



Da quel momento in poi l’allerta è stata massima in tutti gli allevamenti, dal momento che il paese transalpino ha la più alta quantità di pollame d’Europa. La massima attenzione è stata posta soprattutto nelle zone umide, dove il rischio di contaminazione tra i volatili è più alto. Qui è la selvaggina a fare paura: questi uccelli possono essere portatori sani del virus, trasmettendolo così al pollame attraverso piume e feci.

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Il dicastero all’agricoltura ha diramato anche le linee guida di protezione da applicare su tutto il territorio nazionale. Innanzitutto gli allevatori sono tenuti al confinamento degli uccelli e all’installazione di reti per impedire il contatto con specie selvatiche. L’obbligo vale per tutti gli allevamenti commerciali e per quelli da cortile (senza deroghe). Viene inoltre introdotto il divieto di riunire volatili vivi in contesti pubblici come i mercati, per evitare il rischio di contaminazioni.

 

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