Coronavirus Italia, “La fine? Non prima di 3 mesi dalle misure”. La previsione di Massimo Galli


Quando finirà tutto questo? Quando non ci sarà più rischio per gli italiani? Sono le domande ricorrenti che – vale nel nostro paese come negli altri devastati dalla pandemia di coronavirus – è legittimo porsi. Una, più volte al giorno, fino quasi ad arrendersi in attesa di parole confortanti espresse da uno dei tanti esperti che quotidianamente si affacciano in trasmissioni televisive o vengono interpellati dalla stampa. Sulla possibile fine della pandemia di Covid-19 si è espresso l’ormai noto Massimo Galli, primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale ‘Sacco’ di Milano.

Coronavirus Italia, quanto durerà? Quando finisce l’epidemia? Parla Massimo Galli

Interpellato da Tv2000, Galli è stato chiaro: “La mia speranza è che di questo virus ci si possa liberare in non più di tre mesi dal momento dell’applicazione di determinate regole. E ho già dato un termine agghiacciante. Non è e non sarà una cosa breve, se dovesse avvenire in tempi brevi sarò il primo a fare una festa”.




coronavirus italia quanto dura epidemia quando finisce




La speranza del mondo è che arrivi presto un vaccino, o almeno un farmaco specifico che possa ‘cancellare’ facilmente il coronavirus dall’organismo che ne è stato colpito. Sul punto, Galli ha chiarito che “il vaccino è una speranza. Ci sono almeno 18 programmi aperti per arrivare al vaccino. Mi auguro che nelle varie dichiarazioni che si susseguono ci sia del vero piu’ o meno in tutte. Sicuramente qualcosa verrà fuori ma dubito che noi siamo in grado di delimitare e circoscrivere l’epidemia e di superarla attendendo il vaccino. Il vaccino verosimilmente ad essere fortunati arriverà dopo l’estate, non prima. E anche se arrivasse prima passeranno comunque dei mesi”.


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Qeusto perché sui farmaci, ha aggiunto il primario del ‘Sacco’, si procede “per tentativi”. “L’utilizzo della clorochina, farmaco antimalarico, è un po’ quello che facciamo sempre in mancanza di altro nell’ipotesi abbastanza vaga che possa funzionare. Stiamo cercando di mettere in fila dei numeri per cercare di capire se funziona e stiamo aspettando che dalla Cina arrivino delle indicazioni perché loro questi conti li hanno fatti prima di noi. Sul farmaco Remdesivir abbiamo iniziato la sperimentazione per saperne veramente di più e ne abbiamo usato parecchio come farmaco concesso fuori da studi per uso compassionevole. Il punto è a chi e quando darlo e capire se effettivamente può funzionare”, ha chiarito Galli.


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Infine, sull’altra parola che agli italiani ispira sollievo, perché indica che da quel momento il coronavirus comincia la discesa: il picco. “Non stiamo contando tutte le persone infettate ma selezionando le persone che hanno sintomi importanti. E questo dal punto di vista epidemiologico non ci mette nella condizione di avere assoluta fiducia sulla valutazione dei dati osservati per definire quando ci sarà il picco”, ha concluso Galli.

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