Coronavirus, il dato choc dell’esperto: “In Italia 40mila untori inconsapevoli”


“Il numero dei contagiati è di gran lunga superiore. Noi vediamo solo la punta dell’iceberg”. Sono queste le forti parole di Nino Cartabellotta, medico e presidente della fondazione Gimbe, la principale data room sul Coronavirus SARS-COV-2. In un’intervista rilasciata oggi a La Stampa spiega che il numero dei contagiati da COVID-19 è molto superiore a quello attualmente censito: “Il cittadino si fa l’idea che il 7% dei contagiati muore, e un altro 7% va in terapia intensiva.

Ma è una distorsione ottica. In questa fase dell’epidemia si è deciso giustamente di non eseguire più i tamponi a tappeto, limitandoli a specifiche categorie. Sotto il pelo dell’acqua vedremmo tutti i positivi asintomatici o con sintomi simil influenzali lievi, che secondo la letteratura internazionale riferita alla Cina sono l’81% dei contagiati. Ipotizzando che la gravità dell’epidemia in Italia sia uguale, vuol dire che abbiamo almeno 40mila contagiati non censiti. Si tratta più o meno del ragionamento fatto nello studio sui contagi invisibili degli asintomatici e di coloro a cui la malattia non è stata ancora diagnosticata”. (Continua a leggere dopo la foto)







E continua: “Il lato positivo è che il tasso di letalità, ovvero il rapporto morti/contagiati, è molto più basso; quello negativo è che questi 40mila non sanno di essere contagiati e possono comportarsi senza le cautele necessarie”. (Continua a leggere dopo la foto)






“Essi non rischiano nulla, ma possono inconsapevolmente provocare danni gravi alla salute di altre persone, soprattutto quelle più fragili con sovraccarico degli ospedali. Bisognava spiegarlo bene e subito: state a casa. Lo hanno fatto per tranquillizzare la popolazione. La curva dei contagi cresce con una media giornali era intorno al 20%”. (Continua a leggere dopo la foto)



 


“Quindi il numero assoluto dei casi raddoppia ogni 4-5 giorni. Quando la curva comincerà a flettere per diversi giorni potremo dire che le misure stanno funzionando”. Parole dure e pesanti, ma anche cariche di speranza, una speranza alla quale ogni italiano in questi giorni così duri e complessi si sta attaccando con forza.

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