Si infila sotto pelle quando è ancora incandescente e, in 10 minuti, fa il “miracolo”. Come un semplice ago può salvare la vita sembra fantascienza. Ma è realtà (e funziona così)


Nella decennale guerra tra la medicina e i tumori, sono sempre questi ultimi ad avere la meglio. Almeno per ora. Seppur sempre più battaglie vengono vinte dagli oncologi di tutto il mondo e le aspettative di vita (almeno per certi tipi di cancro) salgono, i tumori continuano a mietere vittime di tutte le età e in ogni parte del mondo. Riconosciuta come una delle piaghe più temili della storia dell’uomo, la neoplasia è una male difficilmente curabile e terribilmente aggressivo. Eppure sono sempre più numerose le tecniche che cercano di mettere i bastoni fra le ruote tra il male per eccellenza e la morte di un paziente. L’ultima trovata, che poi tanto ultima non è, si chiama “termoablazione mediante microonde” e permette di sciogliere il tumore (e anche le forme metastatiche) al fegato, ai reni, ai polmoni, alla tiroide e alle ossa in un’unica seduta, anche ambulatorialmente, in cui il paziente viene sedato e curato in pochi minuti senza sentire dolore e, in molti casi, senza avere la necessità poi di altri trattamenti come quelli chemioterapici. (Continua dopo la foto)



In pratica si tratta di un ago incandescente che in qualche modo “scioglie il cancro”. in circa 10 minuti crendo una ferita di 2 millimetri senza neppure sutura. La nuova metodica, rivoluzionaria nel trattamento di alcune neoplasie, è approdata nella Chirurgia e Medicina dell’Ospedale di Chioggia: proprio oggi, martedì 15 novembre, i professionisti della Ulss 14 hanno curato con questo innovativo trattamento, in soli dieci minuti, un signore chioggiotto di 65 anni che era affetto da una grave lesione metastatica epatica. L’intervento di alta specialità si è tenuto nelle nuove sale operatorie di day surgery, recentemente restaurate. (Continua dopo la foto)


“La termoablazione mediante microonde – hanno spiegato il primario di Chirurgia Salvatore Ramuscello insieme al responsabile del servizio di ecografia interventistica Mario Della Loggia – è un nuovissimo trattamento che necessita di un generatore di microonde e di un terminale chiamato antenna che, mediante guida ecografica, viene inserita direttamente nella lesione. L’antenna, attraverso un aumento di temperatura rapido, controllato e localizzato, provoca la distruzione del tessuto malato con la massima precisione. (Continua dopo la foto)


Rispetto a ieri possiamo intervenire in maniera mininvasiva, con una piccola incisione di 2-3 millimetri, su tumori importanti e calibrare il tipo di cura a seconda della neoplasia: si agisce localmente, delimitando e colpendo solo l’area interessata dalla malattia. Persino l’intensità di calore e la durata dell’intervento viene misurata in base alla grandezza del tumore da distruggere. In questo modo evitiamo l’asportazione chirurgica, rendendo possibile il trattamento anche su pazienti pluripatologici, quindi inoperabili e fragili, con tempi di ricovero più brevi e una migliore ripresa funzionale dei pazienti stessi”.

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