Coronavirus Italia, cameriera di un hotel ricoverata a Verona


Un’addetta alle pulizie di un hotel di Verona è ricoverata in via precauzionale al Policlinico di Verona ed è stata sottoposta al test per vedere se possa essere stata contagiata dal coronavirus. Lo scorso 23 gennaio avevano soggiornato i due coniugi di Wuhan affetti da coronavirus e attualmente in prognosi riservata all’Istituto Spallanzani di Roma. La donna, con la febbre, si è sentita male ieri e ha chiamato il 118, dopo di che sono scattate le misure di sicurezza.

Da quanto si apprende, la donna si sarebbe sentita male ieri sera e i suoi famigliari avrebbero chiamato il 118. Si potrebbe trattare di una semplice influenza, come avrebbero evidenziato i primi esami di laboratorio eseguiti a Padova, ma ora si aspetta la conferma da parte dello Spallanzani di Roma. A quanto apprende l’Adnkronos Salute si tratterebbe di una semplice influenza, come hanno evidenziato i primi esami di laboratorio eseguiti a Padova e ora in via di conferma da parte dello Spallanzani di Roma. Il test quindi risulterebbe negativo al Coronavirus. Continua a leggere dopo la foto








Nel frattempo alcuni test preliminari condotti in vitro in un laboratorio dell’Università di Zhejiang, in Cina, hanno mostrato che due farmaci, l’Abidol e il Darunavir, potrebbero inibire il modo efficace il nuovo coronavirus. La scoperta è stata condotta da un team di ricercatori di Li Lanjuan, una delle principali ricercatrici nella lotta contro il nuovo coronavirus in Cina, come riporta il quotidiano cinese Changjiang. Continua a leggere dopo la foto






Li, che è anche docente alla Zhejiang University, ha spiegato di aver portato personale medico nella provincia di Hubei, epicentro dell’epidemia, per fornire cure di emergenza ai pazienti infetti. La ricercatrice ha quindi spiegato di non ritenere che il farmaco Kelizhi, un anti Hiv attualmente usato per curare le persone contagiate, sia realmente efficace, mentre presenta una serie di effetti collaterali. Continua a leggere dopo la foto



 


Li ha quindi chiesto che i due medicinali siano inseriti nel programma di cure elaborato dalla Commissione sanitaria nazionale per far fronte al nuovo coronavirus. Chen Zuobing, che fa parte dello stesso team di ricercatori, ha ricordato che i due farmaci non possono essere assunti senza la prescrizione medica. Chen, che è anche vice presidente del Primo ospedale collegato alla Zhejiang University, ha annunciato che i due farmaci sono stati usati per curare i pazienti della provincia.

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