Latte italiano, ecco le marche risultate esenti da antibiotici e farmaci


Le ricerche condotte dall’ Università Federico II di Napoli e da quella di Valencia hanno fatto luce sulla composizione di ben 56 latti italiani e hanno fatto emergere che all’interno si possono trovare tracce di farmaci e antibiotici, che normalmente vengono usati per curare le mucche in presenza di mastite. Ma rimane da chiedersi, dunque, cosa contiene esattamente questo latte? La rivista Il Salvagente ha condotto un’ ulteriore indagine analizzando 21 tipi di latte italiano fresco e a lunga conservazione acquistato nella GDO e nei discount.

Premessa necessaria da fare che, il cosiddetto ‘latte biologico’ ha regolamenti più rigidi negli allevamenti e viene escluso dalle indagini. Rimane poi risaputo che negli allevamenti intensivi si faccia spesso uso di farmaci e antibiotici per curare gli animali. Queste sostanze, assunte dagli animali, ovviamente, vengono ‘servite’ anche ai consumatori del prodotto. Accanto ai prodotti meno virtuosi, però, si possono citare anche casi di ‘latte pulito’. Ed è proprio da quelli che ‘vanno’ che si intende partire, esulando da ragionamenti di prezzo e di origine. (Continua dopo le foto).












Le marche che non contengono nessun tipo di sostanza si aggiudicano il punteggio di 9,5 su 10 e vengono così promosse. Queste sono: Arborea Latte Intero UHT, Mila senza lattosio UHT, Candia Gran Latte UHT, Parmalat Zymil Alta Digiribilità amgro UHT, Selex Alta Qualità Fresco, Sterilgrda La tte parzialmente scremato UHT, Todis Colle Maggio latte fresco. E adesso, passiamo a quelli che dovrebbero essere tassativamente evitati, posto che: “L’assunzione costante di piccole dosi di antibiotico con gli alimenti determina una pressione selettiva sulla normale flora batterica intestinale a vantaggio dei batteri resistenti agli antibiotici che diventano più rappresentati; questa informazione genetica viene trasferita ad altri batteri anche patogeni”. (Continua dopo la foto).



Così ha parlato Ruggero Francavilla, pediatra gastroenterolog dell’Università di Bari contemplato da Il Salvagente. Le sostanze in questione rilevate in traccia residuale sono il dexamethasone (cortisonico), neloxicam (antinfiammatorio) e l’ amoxicillina (antibiotico), i cui quantitativi sono tutti al di sotto dei limiti massimi previsti dal regolamento europeo 37 del 2010. Come sottolineato da Il Salvagent “gli attuali metodi di analisi accreditati non ne avrebbero neanche rilevato la presenza”. La metodologia di ricerca attuata dall’Università Federico II di Napoli ha permesso di quantificarne i contenuti. (Continua dopo le foto).

I ricercatori sono andati oltre, proprio per cercare il latte senza traccia alcuna di antibiotici ed, effettivamente, esempi virtuosi ci sono in entrambe le indagini. In quella della rivista italiana, poi, bisogna sottolineare che anche al latte che contiene dei residui minimi non prende l’insufficienza: “In un solo caso, il latte fresco Lidl, è stata evidenziata contemporaneamente la presenza di tutti e 3 i farmaci. In 4 latti (Ricca fonte, Esselunga fresco, Carrefour fresco e Parmalat Zymil fresco), le analisi hanno rilevato tracce di due farmaci”, spiega ancora la rivista. Come sottolineato dalla stessa, la presenza di antibiotici e cortisonici va a minare il microbiota intestinale soprattutto dei soggetti come i bambini che, solitamente assumono maggiori quantità di latte. Il monitoraggio costante dei prodotti aiuterebbe di gran lunga a evitare conseguenze irreparabili.

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