“Non fatelo più!”. Pesce, patate, verdure o carni cucinate nell’alluminio? Abbiamo sempre sbagliato, lo rivela uno studio choc: “Cambiate abitudine, fa male”. Ecco perché


Adesso, immaginate di essere al mare (e se ci state già buon per voi). E intorno alle 20 dal ristorante dello stabilimento accanto inizia a salire l’odore di pesce alla griglia. Calamari, gamberi, orate, spigole (da accompagnare rigorosamente con un bianco fermo e di medio corpo). E poi il top, un delizioso pesce al cartoccio con patate al rosmarino. Una delle cose per cui vale la pena vedere il sole sorgere il giorno dopo. Beh, se condividete questa passione, allora quello che stiamo per dirvi non vi piacerà perché i cibi al “cartoccio”sarebbero tutt’altro che salutari.

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Secondo un recente studio, infatti, le quantità di metallo rilasciate dai fogli da cucina negli alimenti sarebbero troppo elevate, e dunque rischiose per la salute: è stato dimostrato, infatti, che alte dosi di alluminio nell’organismo sono associate all’insorgere dell’osteoporosi e dell’Alzheimer. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che il limite massimo per la sicurezza dell’uomo sia di 40 mg di metalli al giorno, ma uno studio condotto dai ricercatori presso l’Università Americana di Sharjah ha dimostrato che i cibi cotti in un foglio potrebbero contenerne più di sei volte tanto: una porzione di carne cotta in alluminio arriva a contenere circa 400mg di metalli.

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I ricercatori, Dr. Fathia Mohammed e Essam Zubaidy, hanno cotto diverse varietà di carni con altri ingredienti, come pomodori, aceto, sale, verdure e acqua, e sperimentato diversi tempi e temperature di cottura. Lo studio ha mostrato che gli alimenti cotti in soluzioni liquide acide come il succo di limone o salsa di pomodoro assumevano più alluminio. Con l’aggiunta di spezie, le percentuali salivano ancor di più, mentre se cotti in alcool e sale non veniva assorbito molto alluminio.

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