Scuola, da settembre grandi cambiamenti. La novità è clamorosa (e farà molto discutere) e riguarda in particolare tutti gli alunni più piccoli. Ecco cosa succede


 

All’asilo nido potranno andare solo i bambini vaccinati, succederà a partire dal mese di settembre nella regione Emilia Romagna, la prima in Italia ad aver recepito le direttive del ministro della Salute Beatrice Lorenzin che vorrebbe il provvedimento esteso a tutto il Paese. Questa decisione è stata presa per contrastare il costante calo del numero dei bambini vaccinati. Cosa cambia quindi per i piccoli alunni residenti in Emilia Romagna? In questa regione a partire da settembre potranno essere iscritti all’asilo nido solo i bambini che avranno fatto le vaccinazioni obbligatorie.
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A stabilire questa nuova regola è il progetto di legge che la regione Emilia Romagna ha elaborato per prima in Italia, anticipando il principio che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin vorrebbe applicato in tutte le scuole dello stivale, secondo i quale per andare a scuola, bisogna avere il libretto vaccinale in regola. Un provvedimento che va anche nella direzione di bloccare il costante calo di bambini che vengono sottoposti a vaccino.

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Come anticipato dal quotidiano La Repubblica, il provvedimento della regione Emilia Romagn ora dovrà essere discusso con i sindaci del territorio e  con la comunità scientifica, ma gli assessori alla Sanità sono convinti che verrà adottato. Come spiegato al quotidiano da Sergio Venturi, già coordinatore degli assessori alla Sanità della regione, il principio è che quando si entra in una comunità con un bambino piccolo vanno tutelati tutti, anche tutti quelli che non possono essere vaccinati perché troppo piccoli di età o perché hanno difese immunitarie molto basse.
La necessità di adottare questo provvedimento nella regione Emilia Romagna nasce dai risultati relativi alla copertura dei bambini di due anni con le vaccinazioni “obbligatorie”, che ricordiamo sono: antipolio, antidifterite, antitetano e antiepatite B. In questa regione è calata sotto il 95%, questo dato è stato considerato allarmante perché sotto questa soglia virus e batteri tenuti a bada con le vaccinazioni cominciano a riprendere il sopravvento, come è capitato alla bimba di 28 giorni morta di pertosse in autunno a Bologna.

 

 ”Allatto la figlia di sei anni e non la vaccino. Il latte basta a tutto”