Uomo morso da un ragno violino: serie di attacchi in Italia


Allarme in Sicilia, dove è stato registrato il terzo caso di morso da ragno violino. L’episodio si è verificato a Enna, nell’entroterra siciliano, riportano l’Ansa e diverse fonti locali, tra cui Catania Live University. La vittima di questo aracnide velenoso è un uomo di cui, al momento, non si conosce l’identità. È stato immediatamente trasferito in ospedale, dove i medici lo hanno sottoposto alle terapie necessarie e lo hanno dichiarato fuori pericolo.  Il personale sanitario gli ha somministrato una cura a base di cortisone e antistaminici, per contrastare l’effetto del veleno introdotto nell’organismo. Prossimamente sarà sottoposto a una risonanza magnetica e una Tac per escludere possibili effetti collaterali.

Terzo caso quest’anno a Enna, in pochi mesi, di morso da Ragno Violino, dopo il caso di due donne sessantenni. Stavolta è toccato a un uomo, morso sul braccio dal piccolo aracnide. L’uomo è già stato sottoposto a terapia con cortisone e antistaminici. Sarà ora sottoposto a Tac e risonanza e si valuterà il da farsi.  Prima dell’uomo, infatti, anche due donne di circa sessant’anni sono state morse da questo particolare aracnide, da sempre presente sul territorio italiano. Nell’estate 2018, Isabella Onofrii ha raccontato ai microfoni di Tgcom24 la sua esperienza: è stata morsa da un ragno violino durante un’escursione in un bosco di Bomarzo, in provincia di Viterbo. (Continua a leggere dopo la foto)



“Credevo mi avesse punto una zanzara, e invece..”, ha spiegato la donna. “Una brutta esperienza, dopo un mese ne porto ancora le conseguenze. La caviglia era diventata enorme, anche il mento si era ingrossato. La cosa peggiore è stato il malessere generale. Vedevo annebbiato, avevo sbandamenti e tanta stanchezza”.  (Continua a leggere dopo la foto)


Nonostante le sue dimensioni assai ridotte, il ragno violino può rivelarsi molto pericoloso. Spesso le sue “vittime” si accorgono della puntura solo qualche giorno dopo, ma in alcuni casi la tossina che questo aracnide rilascia può provocare sintomi fastidiosi quali nausea, vomito, febbre alta e dolori. Tra le conseguenze più gravi c’è la formazione di ulcere necrotiche, che talvolta richiedono la rimozione tramite chirurgia plastica.  (Continua a leggere dopo la foto)


In Italia è stato registrato un solo caso di morte in seguito a una sua puntura. Nella maggior parte dei casi, il morso provoca solo prurito e gonfiore. “È un animale schivo e solitario“, spiegano gli esperti. “Non attacca, si difende solo se disturbato”. Al momento non esistono antidoti specifici al suo veleno. Nel caso di una reazione significativa, i medici somministrano antibiotici e cortisonici per curare i sintomi.