Tumori, scoperto il legame con la dieta: è possibile farli morire di fame


Tumore, una dieta che abbassa la glicemia accompagnata dalla somministrazione di un farmaco anti-diabete innesca una lunga reazione a catena che porterebbe alla morte delle cellule malate. La scoperta è stata fatta dai ricercatori dell’Istituto europeo di oncologia coordinati da Saverio Minucci, professore di Patologia generale all’Università di Milano. I risultati dello studio, effettuato in collaborazione con il gruppo di Marco Foiani – direttore scientifico dell’Ifom e professore di Biologia molecolare dell’ateneo milanese – sono stati pubblicati oggi sulla rivista scientifica Cancer Cell.

«Nel nostro studio – spiega Saverio Minucci – riducendo il tasso glicemico con la dieta e somministrando metformina, abbiamo inibito la plasticità metabolica e abbiamo fatto morire le cellule tumorali. Grazie a una dettagliata analisi funzionale a livello molecolare, abbiamo scoperto che ciò che fa morire la cellula tumorale – prosegue – è l’attivazione della proteina Pp2a e del suo circuito molecolare». Continua dopo la foto



In sostanza: affamare le cellule tumorali fino a farle morire, grazie all’attivazione di un complesso meccanismo molecolare che attcca il metabolismo alterato del cancro. Quest’ultimo è una delle differenze principali fra la cellula cancerosa e quella sana, quindi – secondo gli studiosi – deve essere possibile uccidere le cellule malate sfruttando questa differenza. Continua dopo la foto


Nella sperimentazione clinica dovrà essere confermata la tollerabilità della combinazione e, in via preliminare, si dovrà valutare l’efficacia della combinazione di una dieta ipoglicemica e metformina per fermare la progressione del tumore, in aggiunta a terapie già in uso come la chemio. La ricerca è stata soOgni giorno in Italia si diagnosticano più di 1.000 nuovi casi di cancro. Continua dopo la foto


 


Si stima, infatti, che nel nostro Paese vi siano nel corso dell’anno circa 373.300 nuove diagnosi di tumore, di cui il 52 per cento fra gli uomini e il 48 per cento fra le donne. Dalla statistica sono esclusi i tumori della pelle, per i quali esiste una classificazione a parte, a causa della difficoltà di distinguere nettamente le forme più o meno aggressive.

Lo affermano i dati relativi al 2018 derivanti dalla collaborazione tra AIOM (Associazione italiana di oncologia medica), AIRTUM (Associazione italiana registri tumori), Fondazione AIOM e PASSI (Progressi nelle aziende sanitarie per la salute in Italia, che sottolineano come, pur tenendo conto dell’invecchiamento della popolazione, l’incidenza dei tumori nel periodo 2003-2018 sia in calo tra gli uomini (-1,1 per cento per anno dal 2007) e sostanzialmente stabile tra le donne.

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