Tiroide di Hashimoto: i sintomi e come si riconosce la malattia


Conosciuta anche come tiroidite linfocitaria o “malattia del benessere”, la tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune della tiroide collegata all’ipotiroidismo. Viene causata dagli anticorpi del nostro stesso organismo, che vengono prodotti in quantità eccessiva e aggrediscono il tessuto tiroideo, fino al punto di provocarne la distruzione. Da qui l’ipotiroidismo, che viene causato dal fatto che la tiroide non funziona più come prima e riduce man mano la sua attività.

Le cause specifiche di questa patologia sono ancora oggetto di studio, ma secondo gli specialisti la tiroidite di Hashimoto può manifestarsi per diversi fattori, sia ereditari che ambientali. Bisogna però ricordare che i disturbi della tiroide possono anche dipendere da altre patologie autoimmuni. Tra le possibili cause di questo disturbo troviamo le seguenti: fattori ereditari e genetici; fattori ambientali (contatto frequente con pesticidi e altri agenti chimici, eccessivo consumo di iodio, assunzione di determinati farmaci); malattie autoimmuni. (Continua a leggere dopo la foto)




La tiroidite di Hashimoto viene diagnosticata ogni anno a circa una persona ogni 1000; il numero di diagnosi è aumentato nel tempo grazie alla disponibilità di strumenti diagnostici sempre migliori. Questa patologia interessa chiunque ma colpisce prevalentemente le donne di età compresa tra i 30 ed i 50 anni. Come riconoscere la tiroide di Hashimoto e i sintomi? Questa malattia tende a restare asintomatica per parecchio tempo, fin quando cioè la produzione degli ormoni tiroidei resta normale. Poi, in generale, i sintomi della tiroidite di Hashimoto sono simili a quelli dell’ipotiroidismo, a sua volta provocato da una produzione insufficiente degli ormoni T3 e T4: si parla quindi di tachicardia, sonnolenza, astenia, insonnia, ingrossamento e indolenzimento della tiroide e stitichezza. (Continua a leggere dopo la foto)



Un altro sintomo è l’aumento di peso. Gli ormoni tiroidei influenzano infatti il metabolismo di grassi e carboidrati e il corretto funzionamento dell’apparato digerente. Un alterato funzionamento della ghiandola tiroidea si riflette quindi sul peso corporeo. In particolare, in situazioni di ipotiroidismo, si verifica un aumento di peso nel 57% dei casi, dovuto a una riduzione dell’attività metabolica e alla ritenzione di liquidi. Nell’ipertiroidismo, invece, il 52-85% dei soggetti vanno incontro a un aumento del metabolismo e a un sensibile dimagrimento. (Continua a leggere dopo la foto)


 


Si tratta di una patologia che può e deve essere trattata con le giuste terapie: se infatti la tiroidite di Hashimoto viene trascurata potrebbe degenerare in ipotiroidismo con tutti i relativi rischi di questa malattia. Per la valutazione della funzionalità tiroidea e per il monitoraggio della produzione degli ormoni tiroidei, possono essere richiesti i seguenti esami: TSH – di solito aumentato nell’ipotiroidismo; Tiroxina T4 libera – spesso diminuita nell’ipotiroidismo primario; T3 totale e libero – talvolta diminuito ma spesso all’interno dell’intervallo di riferimento (pertanto non così informativo come il T4).

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