“Ecco cosa succede nelle sale operatorie”. L’allarme dei chirurghi italiani: “Vi spieghiamo tutti i rischi che corrono i pazienti”. Il motivo? Il solito…


 

“I bisturi in Italia non tagliano più”. A lanciare l’allarme è l’ Associazione dei Chirurghi Ospedalieri Italiani dopo aver raccolto centinaia di segnalazioni da ogni parte dello stivale.

Un “problema”, sostengono, figlio del progressivo taglio alla spesa che spinge le aziene sanitarie a risparmiare dove possibile: dal personale alle strumentazioni, andando però in questo modo in contro a possibile conseguenze (anche serie) per il paziente.

Non è la prima volta che lamentele del genere vengono riportate diritte al Ministero della Sanità, in passato infatti un allarme simile aveva riguardato i diabetici, quando partite non funzionanti di misuratori della glicemia cinesi portarono molti malati al pronto soccorso.

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Spiega Diego Piazza, presidente dell’Acoi: «Aumentando il trauma cutaneo per incidere una superficie, si aumenta il rischio di contaminazione batterica della ferita. È evidente che, dovendo aumentare la forza per incidere una superficie, si rischia di tagliare oltre le intenzioni dell’operatore. Quanto ai costi, possiamo affermare che si tratta di una scelta antieconomica, perché per uno stesso intervento può essere necessario utilizzare più bisturi, cosa che non si verificherebbe con un buon bisturi».

Nei mesi scorsi, una segnalazione simile era arrivata dal professor Francesco Corcione, Presidente della Società Italiana di Chirurgia.

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