“Fate attenzione, è tornata”. Da nord sud è allarme per la processionaria: ecco perché il peloso millepiedi è pericoloso per l’uomo e gli animali. Come difendere adulti e bambini


 

Con l’arrivo della primavera e i primi tepori torna a farsi concreto il “pericolo processionaria”, il pericoloso lepidottero appartenente alla famiglia Notodontidae, diffuso in Europa. Il nome di processionaria deriva proprio dall’abitudine di questi bruchi di spostarsi sempre in fila indiana, formando una vera e propria processione. La Thaumetopoea pityocampa o la sua ‘cugina’, la Thaumetopoea processionea – nome scientifico rispettivamente della processionaria del pino e quella della quercia – per l’uomo e per gli animali sono pericolosissime. La larva misura circa 4 centimetri, è ricoperta di peli di colore bruno con macchie rossastre e una fascia giallastra. L’interesse medico di questo insetto nasce dal fatto che usa come forma di difesa numerosi peli, urticanti al contatto con la pelle. L’allarme è stato lanciato ora perché l’attività di questa specie durante la primavera è particolarmente dinamica: in questo periodo dell’anno sono allo stato larvale, cioè si presentano come li vediamo: bruchi. Durante la bella stagione gli incontri con la processionaria vicino ai pini o nei pressi dei cedri potrebbero essere più frequenti. Soprattutto bisogna fare attenzione all’abitudine dei cani di andare a leccare o ad annusare vicino ai tronchi degli alberi. (Continua a leggere dopo la foto)



Rischi per bambini e i animali. La processionaria per loro è un animaletto del giardino che suscita curiosità. I cani (ma anche i gatti) sono i più esposti perché annusando il terreno possono inavvertitamente ingerire i peli urticanti che ricoprono quest’insetto. Primo sintomo: salivazione intensa e improvvisa con infiammazione in bocca. Più gravi sono le conseguenze quando i peli, od anche i loro frammenti, vengono a contatto con le mucose (occhio, naso, bocca) o peggio quando penetrano le vie respiratorie e/o digestive (vengono cioè inalati o deglutiti); per esempio sono comuni le congiuntiviti da processionaria, caratterizzate da rossore, prurito, fastidio ed abbondante lacrimazione. Quando invece i peli vengono respirati può manifestarsi asma. (Continua a leggere dopo la foto)



 

I sintomi possono comparire anche molte ore dopo il contatto, quindi non è sempre intuitivo risalire alla causa, e durano per diversi giorni. In caso di contatto risciacquare il prima possibile la parte interessata, evitando di grattarsi. È utile farsi una doccia, lavarsi i capelli e cambiarsi d’abito maneggiandoli con i guanti perché potrebbero ancora contenere i peli urticanti. La terapia va valutata in base all’estensione dell’eritema, in genere viene somministrato cortisone in crema, ma è bene chiedere consiglio al medico. La prevenzione consiste semplicemente nell’evitare zone infestate dalle larve e dall’uso di indumenti lunghi a protezione della pelle; ovviamente da evitare il contatto diretto nel caso di incontro con l’insetto.

”È una banale influenza”. Ma la bambina peggiora e i medici sono costretti a intubarla. Febbre alta, eritema su tutto il corpo, mani gonfie e poi l’inaspettata morte. La diagnosi è choc: ecco perché la piccola Kenley non ce l’ha fatta