“Se lo avete in casa non consumatelo per nessun motivo”. Ritiro immediato del prodotto alimentare contaminato: l’allarme del Ministero della salute. Marca e lotto richiamati


 

È una specie di bollettino di guerra quello della contaminazione di prodotti alimentari di questi giorni, dopo il caso della ricotta pecorina e il taleggio contaminati dalla Listeria e della pancetta contaminata dall’altrettanto pericoloso batterio della Salmonella, il Ministero della Salute ha richiamato un lotto di vino Barbera del Monferrato Ca’ Fornara per la presenza di livelli di rame al di sopra dei limiti consentiti dalla legge. Il lotto in questione è prodotto da Laronchi Vini srl nello stabilimento di via San Rocco 3, a Boca, in provincia di Novara. Il lotto è il L18817B, venduto in bottiglie da 75 cl. Secondo quanto accertato dalle analisi dei laboratori dell’Arpa Piemonte, scrive Il Fatto Alimentare, in quel lotto è stato riscontrato un contenuto di rame pari a 1,53 mg/l, quando il limite per legge è fissato a 1 mg/l. Si consiglia di non consumare il lotto di vino in questione e di restituirlo al punto vendita d’acquisto. Il rame è un elemento utile per l’organismo in piccole quantità. Un’assunzione eccessiva di rame per via alimentare (eventualità rara) può causare sintomi come nausea, vomito, diarrea e febbre. (continua dopo le foto)



Solo il 15 ottobre il Ministero della Salute ha ordinato il ritiro di una partita di salsicce fresche a causa del rischio di salmonella. Le salsicce prodotte da Bevanati Claudio e Figli, un’azienda di Foligno (Perugia), e sono vendute sfuse al dettaglio e nello specifico riguardano il lotto 0510PP, con scadenza al 07/10/2017 e al 15/10/2017. Il richiamo specifica che è altamente sconsigliato mangiare il prodotto e che nel caso fosse stato acquistato è possibile restituirlo nel punto vendita in cui è stato preso. Un caso che ricorda da vicino quello del formaggio Roquefort marca Papillon, contaminato da salmonella. Il genere Salmonella è caratterizzato da bacilli Gram-negativi, asporigeni e anaerobi facoltativi. Fermentano il glucosio, producendo gas, degradano le proteine solforate con produzione di H2S, riducono i nitrati e non producono citocromo-ossidasi. La maggior parte sono lattosio non fermentanti. Possedendo flagelli peritrichi, sono tutte mobili tranne S. Gallinarum-Pullorum. (continua dopo le foto)



 


Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che funziona poco e male. Ogni anno in Italia vengono ritirati dagli scaffali dei punti vendita almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. La questione riguarda grandi aziende come Barilla, Mars…, catene di supermercati che commercializzano migliaia di prodotti con i loro marchi (Esselunga, Coop, Carrefour, Auchan, Conad, Lidl, Eurospin…), e anche piccole e medie imprese. Il libro di 169 pagine, acquistabile sul sito de Il Fatto Alimentare, racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore.

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