In Italia anche la Febbre del Nilo: terzo caso in poche settimane. Vittima una donna sarda ora ricoverata in ospedale. Dopo la Chikungunya, allarme per un altro virus veicolato dai fastidiosi insetti. I sintomi da non sottovalutare


 

Ancora una caso di Febbre del Nilo in Sardegna. Si tratta del terzo in poche settimane, dopo quelle di due donne di 50 e 90 anni a Zeddiani e a Solarussa. È stato registrato a Tiria, nel territorio di competenza del Comune di Oristano. Vittima del virus, una donna 80enne ora monitorizzata nel reparto di malattie infettive dell’ospedale San Martino. A quanto si apprende la donna sarebbe in condizioni molto gravi. Una situazione che, seppure sotto controllo, ha messo in allarme la popolazione con il sindaco di Oristano, Andrea Lutzu, che è sceso in campo con un’ordinanza per contrastare la diffusione delle zanzare, il vettore della malattia. “Gli interventi di monitoraggio e lotta messi in atto dalla Provincia, sulle strade e nelle aree pubbliche non bastano”, spiega il primo cittadino che chiede agli abitanti di fare la loro parte e prendere tutte le precauzioni necessarie per prevenire la formazione di ristagni d’acqua dove le zanzare possono riprodursi e moltiplicarsi. Anche il Comune interverrà direttamente con trattamenti di rimozione dei focolai ed in caso di necessità anche con ordinanze mirate nei confronti dei privati inadempienti. (Continua dopo la foto)



La febbre West Nile è una malattia provocata da un virus della famiglia dei Flaviviridaeisolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri. (Continua dopo le foto)



 


Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave. I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

Virus Chikungunya salgono a 13 i casi registrati nella sola Roma. Ormai è psicosi per la zanzara che provoca la febbre “spaccaossa”